L’azienda che gestisce i negozi Globo interviene dopo gli articoli sulla vertenza di Parma. L’avvocato Frattarelli: «Atto dovuto dopo segnalazioni interne. Informazioni fuorvianti, la clausola sindacale non c’entra». Il 4 marzo l’audizione della lavoratrice
CORROPOLI – Cosmo SpA risponde punto per punto alle accuse lanciate dalla UGL sul caso della lavoratrice del punto vendita Globo di Parma, per la quale il sindacato ha annunciato un sit‑in di protesta davanti alla sede aziendale di Corropoli. La replica arriva attraverso una lettera firmata dall’avvocato Sigmar Frattarelli, legale della società, che contesta la ricostruzione diffusa nelle scorse settimane.
L’azienda «respinge fermamente le pretestuose accuse di violazione e di lesione dei diritti sindacali» avanzate dalla UGL, che ha parlato di un presunto comportamento antisindacale legato al procedimento disciplinare avviato nei confronti della dipendente. Una versione che, per Cosmo, non corrisponde ai fatti.
Frattarelli chiarisce che il procedimento disciplinare «ha fatto seguito ad una serie di segnalazioni provenienti da parte di alcuni colleghi della lavoratrice», nelle quali sarebbero state riportate condotte sul posto di lavoro «potenzialmente idonee ad essere sanzionate a livello disciplinare». Da qui, sostiene l’azienda, l’apertura dell’istruttoria sarebbe stata «un atto dovuto».
Il legale contesta la narrazione sindacale: «Far passare quindi un procedimento disciplinare per infrazioni sul posto di lavoro come un’azione diretta a ledere i diritti sindacali o a colpire la lavoratrice per la sua attività sindacale è alquanto pretestuoso e anche denigratorio nei confronti dell’azienda».
Nella lettera, Cosmo accusa la UGL di aver diffuso comunicati «che evocano una presunta condotta antisindacale» senza però spiegare quali siano le reali motivazioni del provvedimento. «Il sindacato UGL se vuole operare in modo corretto nelle sue giuste e legittime iniziative sindacali ha anche il dovere di riferire i fatti come stanno esattamente illustrando e rendendo pubblici quali sono i reali motivi del procedimento disciplinare», scrive Frattarelli, ricordando che tali motivi «sono scritti e riportati nel dettaglio nella lettera di contestazione disciplinare».
E aggiunge: «Affermare pubblicamente che il procedimento disciplinare ha una motivazione sindacale, allorquando ciò non corrisponde al vero, implica fornire una informazione del tutto fuorviante».
Cosmo conferma che il 4 marzo si terrà l’audizione prevista dalla legge e dallo Statuto dei Lavoratori. In quella sede, la dipendente potrà «fornire tutte le proprie giustificazioni sui fatti che le sono stati contestati ed esercitare pienamente il proprio diritto di difesa», con la possibilità di dimostrare di non aver commesso le infrazioni segnalate.
La lettera si chiude con una rivendicazione del percorso aziendale: «La Cosmo SpA da sempre nella sua lunga storia ha dimostrato un pieno rispetto a tutti i livelli per le istituzioni sindacali e per i diritti sindacali dei propri addetti». Il legale ricorda inoltre che nei punti vendita operano rappresentanti di diverse sigle, «con le quali non solo non sono mai insorte problematiche e criticità ma con le quali sono stati conclusi importanti accordi diretti a salvaguardare i livelli occupazionali».