L’antica chiesa rurale recuperata da Gabriella Romani diventa spazio dedicato a iconografia, spiritualità e cultura nel cuore delle campagne atriane
ATRI – Dopo decenni di abbandono, la piccola chiesa di Santa Giusta torna a vivere e si trasforma in un luogo dedicato all’arte sacra, alla spiritualità e alla formazione. È stato inaugurato ieri ad Atri l’Atelier di arte sacra “Porta del cielo”, progetto ideato dall’artista Gabriella Romani che ha restituito nuova vita all’antico edificio rurale situato tra San Giacomo e Fontanelle.
Alla cerimonia hanno partecipato la consigliera regionale Marilena Rossi, il sindaco di Atri Piergiorgio Ferretti, don Giuseppe Bonomo, parroco della basilica concattedrale Santa Maria Assunta, e la giornalista Evelina Frisa che ha moderato l’incontro. Il recupero è stato realizzato grazie ai fondi del Pnrr – Missione 1 componente 3 investimento 2.2, finanziati dall’Unione Europea NextGenerationEU e gestiti dal ministero della Cultura.
La chiesa di Santa Giusta, di origine romanica, per anni è rimasta in stato di rudere dopo il crollo del tetto avvenuto intorno agli anni Sessanta. Oggi l’edificio rinasce come laboratorio di iconografia e arte sacra destinato a ospitare corsi, mostre e attività culturali, restituendo centralità a un luogo che per secoli è stato punto di riferimento della comunità contadina della zona.
«Quando ho incontrato la chiesa di Santa Giusta ho sentito che era lei ad aver scelto me – ha raccontato Gabriella Romani – Ho deciso di riportarla in vita rispettandone la storia e la cultura del territorio teramano. Questo luogo sarà uno scrigno per la formazione e la creazione delle icone sacre, un progetto che unisce arte, spiritualità e territorio».
Dal 19 al 23 maggio prenderà il via il primo corso ufficiale dell’atelier, che si concluderà con la benedizione delle icone da parte di don Giuseppe Bonomo. Le attività avranno anche una dimensione internazionale grazie alle collaborazioni con la Francia, dove l’artista continua a operare. Da maggio a novembre 2026 Romani sarà inoltre protagonista di una mostra dedicata alle icone al museo di Chambéry.
Durante l’inaugurazione spazio anche alla musica con le esibizioni dei soprani Maria Luisa Marinelli e Valentina Sangiuliani e del tenore Davide Di Rico, che hanno animato anche la messa conclusiva.