La IX assemblea elettiva provinciale definisce le priorità per il mandato 2026-2030. Al centro lo sviluppo delle aree interne, il sostegno alle imprese agricole e il ricambio generazionale. Focus sul ruolo delle donne e sulla lotta all’abbandono agro-pastorale.
TERAMO – Nuova guida per la CIA L’Aquila-Teramo e nuova visione per l’agricoltura delle aree interne. La nona assemblea elettiva provinciale, ospitata nella sala conferenze della camera di commercio Gran Sasso d’Italia, ha eletto Anna Maria Di Furia presidente dell’organizzazione, aprendo ufficialmente il percorso programmatico per il mandato 2026-2030.
Un passaggio di testimone che segna continuità e rilancio dopo il mandato di Roberto Battaglia. «Le aree interne sono un presidio vivo, non un problema da gestire – ha detto Di Furia – Dobbiamo sostenere imprese agricole, giovani e sostenibilità, trasformando l’agricoltura in una vera leva di sviluppo territoriale».
Rinnovato anche il comitato esecutivo, composto da Laura Sette, Franco Fina, Giuseppe De Blasis, Giuseppe Vignale, Lorenzo Forcina, Francesca Nunziante, Anna Maria Di Furia, Roberto Battaglia, Federica D’Antonio, Alessandra Ventura e Luigi Di Andrea, con una significativa presenza di rappresentanti provenienti dal mondo associativo e sociale.
Particolare attenzione è stata dedicata al riconoscimento del 2026 come “Anno internazionale dei pascoli e dei pastori e delle donne agricoltrici”, iniziativa dell’agenzia ONU, che richiama l’attenzione globale sul il valore economico, ambientale e sociale della pastorizia e il ruolo strategico delle donne nei sistemi agroalimentari. «Valorizzare le imprese femminili significa rafforzare sviluppo e inclusione nelle aree rurali», ha sottolineato Di Furia. Il confronto scientifico promosso dai docenti delle Università degli studi dell’Aquila e di Teramo ha messo in luce le conseguenze dell’abbandono agro-pastorale sulla biodiversità, sulla salute del suolo e sulla stabilità socio-economica del territorio.