Incontro questa mattina a Chieti nella sala consiliare della Provincia sull’opera attesa ormai da oltre un quarto di secolo
CHIETI – “Aspettiamo il Parco della costa teatina da un quarto di secolo. Abbiamo insistito a lungo con la politica, ma non avendo ottenuto risultati siamo stati costretti a rivolgerci alla magistratura”. Così il presidente nazionale del Wwf Luciano Di Tizio, questa mattina a Chieti nel corso di un incontro intitolato “Il Parco incompiuto”.
Hanno preso parte all’incontro, oltre a Di Tizio, Dante Caserta, direttore Affari legali e istituzionali del Wwf Italia, l’avvocato Alessandro Corporente, legale che ha curato il ricorso al Tar per conto del Wwf Italia, Pino De Dominicis, già commissario ad acta per l’istituzione del Parco, e Barbara Staniscia, professoressa di Geografia alla “Sapienza” e autrice nel 2024 del volume “Conflitti ambientali e parchi naturali. Il caso della Costa Teatina”.
La storia del Parco inizia con la legge n. 344/97 che inserì quel territorio tra le “prioritarie aree di reperimento” previste dalla legge per la realizzazione di parchi nazionali. L’istituzione arrivò nel 2001.
Da allora, 25 anni non sono stati sufficienti per arrivare alla nascita di questa area protetta che interessa, da nord a sud, otto comuni: Ortona, San Vito Chietino, Rocca San Giovanni, Fossacesia, Torino di Sangro, Casalbordino, Vasto e San Salvo.
“Non sono bastate”, sottolinea Di Tizio, “una decisione della Corte costituzionale (favorevole all’istituzione del Parco) e la nomina di un commissario ad acta per superare il blocco della Regione Abruzzo e del Ministero dell’Ambiente”.
“Di fronte a questa incredibile inerzia”, continua il presidente nazionale Wwf, “dopo aver sollecitato innumerevoli volte le amministrazioni centrali anche attraverso una formale diffida, nel settembre 2025 il Wwf Italia, patrocinato dall’avvocato Corporente, ha deciso di presentare un ricorso al Tar per far accertare l’illegittima inerzia della Presidenza del Consiglio dei ministri e del Ministero dell’Ambiente, rispetto alla conclusione del procedimento di istituzione del parco nazionale”.
“Tramite un emendamento alla Legge di bilancio nazionale 2026, presentato dal senatore Etel Sigismondi di Fratelli d’Italia”, accusa Di Tizio, “si è tentato di bloccare la nascita del Parco. L’emendamento, infatti, riavvolge il nastro fino al 2014, cancella la nomina del Commissario e di conseguenza punta a superare il lavoro di perimetrazione da questo portato avanti e concluso”.
Il Wwf ora attende l’esito del ricorso al Tar. L’udienza è fissata a marzo prossimo.