Masci svela il marchio “Verso il centenario” che comparirà fino a gennaio sui documenti ufficiali: Sei versioni per rappresentare lo spirito di una città dinamica e versatile. «Le celebrazioni della Provincia? Ne parleremo, ma questo è il percorso del Comune»
PESCARA – Un marchio pulito, chiaro, dinamico. Anche capace di adattarsi. Un po’ come Pescara. È questo lo spirito del logo istituzionale per celebrare i cento anni del Comune che, appunto nel 1927, è nato dalla fusione di Castellammare Adriatico e Pescara. È il marchio del Comune, presentato oggi in municipio dal sindaco Carlo Masci e da Antonio Di Leonardo e Piero Cianci della Jam, che lo hanno realizzato. Il marchio del centenario del Comune che, per ora, pare non abbia nulla a che spartire con il centenario della Provincia, al centro di una più ampia polemica tra Masci e il presidente della Regione, Marco Marsilio. Polemica ampiamente ridimensionata già nelle scorse settimane, come del resto è stato fatto stamani in comune.
Intanto l’amministrazione comunale va avanti con il suo centenario e con il suo logo. Che debutta ufficialmente sul manifesto del concerto dei Ricchi e Poveri, previsto in piazza della Rinascita il 27 agosto. Da qui a fine anno comparirà, nella “versione pulita”, sulla carta intestata insieme allo stemma cittadino e al volto di Gabriele D’Annunzio, su bandiere in giro per la città e su tutta una serie di gadget come sporte in tela o magliette.
Il marchio è costituito da «forme circolari, attraversate da colori diversi, che disegnano un percorso continuo, quasi infinito», spiega Di Leonardo, «una linea che attraversa cento anni di storia, senza fermarsi alle celebrazioni del passato ma si apre alle possibilità del futuro». È declinato in sei versioni: dalla cultura al gusto, dall’arte allo sport. Un logo che si muove e si adatta, insomma, che sa assimilare e acquisire. Come ha saputo fare Pescara. E versatile, perché all’occorrenza dentro i due zeri potranno essere inserite immagini ad hoc per particolari eventi o ricorrenze.
A riempire gli zeri poi saranno anche i giovani pescaresi, perché ci sarà un concorso rivolto agli under 30: «Perché è a loro che consegneremo la città che a noi è stata affidata da chi ci ha preceduto», sottolinea Masci, «chiederemo ai giovani di esprimere qui come la sognano, come la immaginano, come vogliono costruirla. Come sarà Pescara per chi la vivrà nei prossimi cento anni, perché questa è una città che non si ferma mai».
Il Comune fa quindi il suo primo passo verso un centenario, all’apparenza senza considerare che, parallelamente, ci sarebbe anche il centenario della Provincia, nata appunto insieme al nuovo municipio. O meglio, come conseguenza: un Comune che nasceva ambizioso, non poteva non avere una sua discreta Provincia intorno.
Non è un mistero che le celebrazioni del centenario della Provincia siano rientrate nella presunta lite tra Masci e Marsilio, poi ampiamente ridimensionata da entrambi. «Nulla di che», ribadisce Masci oggi. E nel merito se la cava di mestiere: «Come c’è stato nel 1927 un grande dibattito per far nascere Pescara, fatto anche di momenti di aspro confronto, oggi c’è un dibattito intorno alla “Nuova Pescara” e così pure sul comitato per il centenario della provincia».
Ma quindi ci saranno celebrazioni uniche? O ci sarà un comitato provinciale slegato da quello comunale? «Non se n’è parlato, questo è il percorso che fa Pescara come Comune», taglia corto il sindaco, «Ne ragioneremo anche con la Regione e troveremo la sintesi migliore». E così Pescara va avanti con il suo logo, che così com’è stato presentato oggi campeggerà su tutte le comunicazioni istituzionali fino al 2 gennaio. Dopodiché dovrebbe scomparire “verso il centenario” e restare solo “100 Pescara”. A meno che, prima dell’unione dei Comuni, non arrivi un’unione dei comitati dei centenari che unisca Provincia e Comune, che dal 1927 imponga un nuovo logo…








