Approvato dalla Conferenza di servizi speciale il progetto da 26,3 milioni. Ora le prescrizioni di Soprintendenza e vigili del fuoco dovranno essere recepite nell’esecutivo. L’obiettivo della Provincia è aprire il cantiere entro la fine dell’anno
TERAMO – Il progetto definitivo per la messa in sicurezza del “Delfico” di piazza Dante è stato approvato dalla Conferenza di servizi speciale della Struttura commissariale sisma 2016. Un passaggio importante per il futuro dello storico complesso scolastico, sotto sequestro dal 4 ottobre 2024, anche perché il quadro economico dell’intervento è salito a 26 milioni e 300 mila euro, rispetto agli oltre 18 milioni previsti dall’ordinanza 31 del 2021, fa sapere l’ente di via Milli.
L’approvazione del definitivo rappresenta però solo una tappa del percorso. Il progetto dovrà essere adeguato alle prescrizioni formulate dagli enti che hanno partecipato alla Conferenza, in particolare Soprintendenza e vigili del fuoco, prima della redazione dell’esecutivo.
Le richieste della Soprintendenza assumono un peso particolare perché il Delfico è un edificio storico tutelato. Tra gli interventi indicati ci sono il restauro della facciata e degli infissi, oltre a una serie di adempimenti legati alla tutela del patrimonio conservato all’interno della struttura: dai libri agli arredi, fino agli altri beni che compongono il patrimonio storico e culturale del complesso.
«È stato un passaggio importante e non scontato, considerata la lievitazione dei costi – sottolinea il presidente della Provincia Camillo D’Angelo –. Ringrazio la Struttura sisma e il commissario Guido Castelli per aver assicurato la copertura economica. L’aumento è determinato da cause oggettive non dipendenti dalle nostre volontà. Dall’ordinanza sisma del 2021 è accaduto di tutto, dalla crisi energetica alle guerre, e i costi dell’edilizia hanno subito veri e propri rimbalzi».
La Provincia sta ora esaminando le prescrizioni, valutandone anche l’impatto economico. «Siamo di fronte a due interessi – spiega D’Angelo –: quello della struttura ssma, che ha come obiettivo la messa in sicurezza dell’edificio in un’ottica antisismica, e quello della Soprintendenza, che deve tutelare il bene anche dal punto di vista storico. Poi c’è il tema dell’agibilità e della fruibilità scolastica, in particolare del Convitto».
Il progetto definitivo, infatti, tiene conto delle diverse funzioni del Delfico, che non ospita soltanto aule ma anche cucine, alloggi e i reparti maschile e femminile del Convitto.
Nei prossimi giorni la Provincia convocherà nuovamente la Consulta permanente del Delfico, composta dai consiglieri provinciali e dai rappresentanti della comunità scolastica, per illustrare gli esiti della Conferenza di servizi.
Un altro fronte riguarda la necessità di individuare, insieme agli enti e alle istituzioni locali, spazi adeguati dove trasferire e conservare beni e arredi durante i lavori. Intanto si lavora con i progettisti alla definizione dell’esecutivo. L’obiettivo indicato dalla Provincia resta quello di aprire il cantiere entro la fine del 2026.
«Siamo già al lavoro sull’esame delle prescrizioni, anche per valutarne l’impatto economico – conclude D’Angelo –. L’obiettivo è aprire il cantiere entro la fine dell’anno».