Porti abruzzesi, il Pd attacca Marsilio: «Solo fumo e propaganda. I fondi sono della Giunta D’Alfonso, la destra ha svenduto la nostra autorevolezza alle Marche»

5 Agosto 2026
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riunione sui porti abruzzesi

Cordisco e Catena: «Ritardi, cantieri rinviati e nessuna strategia di sistema. L’Abruzzo è diventato un vaso di coccio nell’Autorità portuale del Medio Adriatico»

L’AQUILA – Scontro frontale sui porti abruzzesi. Il responsabile Infrastrutture della segreteria regionale Pd, Gianni Cordisco, e il responsabile del Programma Andrea Catena contestano duramente le dichiarazioni del presidente della Regione, Marco Marsilio, sugli investimenti destinati agli scali di Pescara, Ortona e Vasto. «Assistiamo all’ennesimo show propagandistico della giunta Marsilio sugli investimenti dedicati ai porti abruzzesi», affermano. «È bene fare chiarezza con i cittadini: le risorse oggi sbandierate – compresi i fondi affidati ad Arap e quelli in corso di autorizzazione – non sono farina del sacco del centrodestra, ma il frutto del lavoro e della programmazione della precedente Giunta D’Alfonso».

Secondo i due esponenti dem, la Regione a guida centrodestra avrebbe accumulato ritardi e rinvii, con cantieri spostati «a date incerte» e prospettive che «slittano continuamente, addirittura al 2027-2028». Una lentezza che, sostengono, penalizza un sistema portuale considerato strategico per la tenuta industriale e produttiva dell’Abruzzo, soprattutto nella connessione intermodale con la rete ferroviaria. «Manca totalmente una strategia di sistema che sappia definire una vera specializzazione dei singoli porti locali, valorizzando le peculiarità commerciali, industriali e turistiche dei nostri scali», osservano.

Il punto più critico, per Cordisco e Catena, riguarda però il ruolo dell’Abruzzo nell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Centrale. «Il dato politico più grave è la totale assenza di peso istituzionale dell’Abruzzo all’interno dell’Autorità», denunciano. «La destra al governo della Regione ha letteralmente ceduto ogni autorità e autorevolezza alle Marche, lasciando il nostro territorio ai margini delle decisioni strategiche e trasformando l’Abruzzo in un vaso di coccio».

Da qui l’appello a un cambio di passo immediato: «Servono concretezza nell’avvio dei cantieri già finanziati da tempo e una visione d’insieme che rimetta al centro la centralità logistica dell’Abruzzo, senza subire supinamente le decisioni altrui».

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