Il bilancio a sei mesi dall’insediamento: «Assicurati alla giustizia il 90 per cento degli autori dei reati». Più controlli per l’estate e i grandi eventi, attenzione ai fenomeni di degrado urbano. E sulla morte di Ciarelli: «Cordoglio alla famiglia, ma vicinanza ai militari che fanno il proprio dovere»
PESCARA – Non sarà il paese del Bengodi della sicurezza, ma di certo non è l’inferno dell’ordine pubblico. Si potrebbe sintetizzare così la serie di considerazioni che il prefetto Luigi Carnevale, a sei mesi dal suo insediamento, ha fatto questa mattina in un incontro con la stampa al palazzo del Governo.
«Pescara ha una grande vivacità e una grande capacità di attrazione. E ha problemi di sicurezza, ma non tipici di Pescara: problemi che riguardano tutte le città italiane di queste dimensioni», ha spiegato Carnevale, «la prevenzione non può impedire che si verifichino i reati, ma c’è puntualmente una risposta immediata. Quando in questa città succedono eventi delittuosi, nel 90 per cento dei casi gli autori vengono assicurati alla giustizia e questo non è scontato».
«In sei mesi ho ricevuto molte istanze: è un segnale positivo», ha continuato il prefetto, sottolineando che «i fenomeni criminali che nascono nel silenzio qui vengono bloccati sul nascere». Esiste quindi, per Carnevale, un tessuto sociale cittadino che ha i suoi anticorpi. E insieme a questo «le istituzioni che lavorano insieme per affrontare i problemi, per assicurare un livello di percezione della sicurezza a 360 gradi, per arginare fenomeni criminali, ma anche forme di degrado e situazioni che incidono sulla percezione della sicurezza».
Perciò in queste settimane vengono rafforzati i controlli, come quelli sui grandi eventi: «Ci stiamo preparando con le commissioni di vigilanza e stiamo verificando tutte le situazioni. Il nostro impegno è far vivere con la massima serenità momenti di allegria che richiamano migliaia di persone». Allerta alta per la sicurezza dei giovani e su «chi specula sui giovani», come pure per le truffe a danno degli anziani. Prevenzione e repressione a 360 gradi insomma, senza dimenticare il supporto attivo dei cittadini, ai quali Carnevale ha rivolto un appello alla «sicurezza partecipata».
Allo stesso tempo verranno potenziati i servizi integrati tra le diverse forze di polizia in tutti i settori e in tutto il territorio, «in centro come in periferia», ha assicurato Carnevale citando alcuni dei recenti episodi di cronaca, sui quali è stata e continuerà a essere forte l’attenzione. Massima allerta inoltre per «le situazioni di degrado urbano che incidono sulla percezione della sicurezza», ma «senza la necessità di istituire aree a tutela rafforzata, le cosiddette “zone rosse”».
«Intorno a questo tavolo ci diciamo con grande franchezza tutto quello pensiamo, ad alta voce», ha ribadito il prefetto durante l’incontro al quale hanno partecipato i componenti del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica: il sindaco Carlo Masci, il questore Francesco Rattà, il comandante provinciale dei carabinieri Stefano Ranalletta, il comandante provinciale della guardia di finanza Bartolomeo Scalabrino, il comandante della polizia locale Danilo Palestini, il dirigente della Provincia Marco Scorrano.
Da sottolineare il passaggio in cui il prefetto è intervenuto sull’incidente che ha portato alla morte di Massimo Ciarelli, il 43enne noto per l’omicidio di un tifoso del Pescara nel 2012: «Massimo cordoglio alla famiglia di un uomo di 43 anni. E lo chiamo un uomo di 43 anni e non un pregiudicato, perché di fronte alla morte non ci si qualifica per i trascorsi della vittima. Ma, come esprimo il cordoglio ai familiari, esprimo anche la massima vicinanza ai militari che non si sono sottratti al proprio dovere. Sul caso indaga la procura di Teramo che avrà modo di chiarire tutto. I militari hanno fatto il proprio dovere senza sottrarsi, mettendo a repentaglio la propria incolumità: questa è una garanzia di sicurezza che le forze dell’ordine offrono alla comunità».