Ortona festeggia i 30 anni della Senologia, numeri da eccellenza e un sogno: l’ospedale biofilico

10 Aprile 2026
2 minuti di lettura
LA SENOLOGIA DI ORTONA COMPIE TRENT'ANNI

Dal record di 764 interventi al progetto di un presidio che unisca natura e architettura: la Breast Unit ortonese guarda al futuro tra ricerca, qualità e umanizzazione delle cure

ORTONA – Trent’anni di attività non si celebrano con la nostalgia, ma con i numeri e i risultati. La Senologia dell’ospedale di Ortona, fiore all’occhiello della Asl Lanciano Vasto Chieti, ha scelto di farlo così: ricordando le sue radici e proiettandosi verso il futuro. Nel solo 2025 ha registrato 764 interventi, ben oltre i 635 dell’anno precedente, collocandosi tra le 14 strutture italiane che superano la soglia dei 600, insieme a grandi Irccs e policlinici universitari.


Un traguardo che pesa ancora di più considerando che Ortona è un ospedale di base. A raccontare questa eccellenza, nell’incontro per i 30 anni della Senologia, sono stati non solo i professionisti, ma anche le istituzioni: l’assessore regionale alla Salute Nicoletta Verì, il direttore generale Mauro Palmieri, il direttore dell’Agenzia sanitaria regionale Maurizio Brucchi e il sindaco Angelo Di Nardo.

La mattinata ha unito passato e presente. Da una parte Ettore Cianchetti, fondatore e storico direttore della struttura, oggi in pensione; dall’altra Simona Grossi, che ne guida l’evoluzione attuale, affiancata da un’équipe multidisciplinare. Il filo conduttore è quello di un percorso di cura costruito nel tempo, certificato Eusoma, che ha continuato ad alzare l’asticella della qualità.


Nel dettaglio, i numeri 2025 raccontano 572 interventi di chirurgia oncologica senza ricostruzione, 96 con ricostruzione, 19 procedure ascellari, 145 interventi per patologie benigne e 17 in urgenza. Dal gennaio dello stesso anno, la presenza in organico di uno specialista in chirurgia plastica ha permesso di affrontare ricostruzioni più complesse, ampliando le possibilità terapeutiche per le pazienti.

Guardare avanti è la parola d’ordine. «Puntiamo a un ospedale biofilico, che integri natura e architettura per favorire la guarigione – ha annunciato Nicoletta Verì –. È una sfida che possiamo vincere insieme». Un progetto che intende tradurre in spazi concreti il principio dell’umanizzazione delle cure, mettendo al centro il benessere psicofisico di chi si cura e di chi lavora in ospedale.
Palmieri ha parlato di una “promessa di cura mantenuta” e di una sanità che guarda all’Europa: «Il riconoscimento Eusoma non è un titolo da esibire, ma la prova scientifica della qualità con cui lavoriamo ogni giorno».

Il sindaco Di Nardo ha sottolineato l’orgoglio della città per una realtà che dà prestigio e fiducia al territorio. Non solo sanità, ma comunità. In questa linea si inserisce anche la rete di associazioni che collabora con la Senologia: tra queste Gaia e Isa, protagoniste di un gesto concreto con la donazione di un microscopio utile alle attività diagnostiche e di ricerca.
A completare la visione per il futuro, i medici Luca Sacco e Andrea Di Blasio hanno illustrato il progetto di medicina integrata, che affianca terapie oncologiche tradizionali e approcci di supporto mirati a migliorare la qualità di vita delle pazienti.

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