Il Comune di Spoltore ha indetto il referendum consultivo per conoscere l’opinione dei suoi cittadini sulla Nuova Pescara. Il quesito sarà: “Siete favorevoli alla prosecuzione delle attività finalizzate a realizzare il processo di fusione per la costituzione del nuovo comune denominato “Pescara” che comporterà la soppressione del Comune di Spoltore?”
SPOLTORE – È domenica 14 giugno la data in cui i cittadini di Spoltore saranno nuovamente chiamati al voto per il referendum consultivo sulla fusione con Pescara e Montesilvano. Dopo dodici anni dalla vittoria del “Sì”, e un percorso amministrativo ormai avviato per dare vita alla Nuova Pescara, favorevoli e contrari sono nuovamente chiamati a esprimersi sulla propria volontà di aderire al nuovo comune.
Il decreto, firmato dal sindaco Chiara Trulli e pubblicato questa mattina sull’albo pretorio, specifica che le operazioni di voto si svolgeranno dalle ore 9.30 alle ore 22:00 e il quesito sarà il seguente: “Siete favorevoli alla prosecuzione delle attività finalizzate a realizzare il processo di fusione per la costituzione del nuovo comune denominato “Pescara” che comporterà la soppressione del Comune di Spoltore?”
Proprio ieri il presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri, aveva diramato un comunicato stampa in cui definiva proseguire sulla via dei due nuovi referendum – uno indetto da Spoltore e uno da Montesilvano – come “inopportuno” e rilanciava: «piuttosto restiamo seduti attorno al Tavolo di lavoro per dare alla nuova città tutti gli strumenti necessari per garantire diritti e i doveri degli utenti». Un appello, pare, destinato a rimanere inascoltato.
«Questo referendum consultivo – ha spiegato Trulli – dà seguito a una richiesta del consiglio comunale e a quella che io sento essere la volontà della stragrande maggioranza dei nostri cittadini. In tanti ci chiedono di tornare a votare, vogliono esprimersi su questa fusione dopo aver toccato con mano gli effetti del processo di unione con la città di Pescara, diventato a conti fatti una vera annessione».
E proprio l’idea di essere annessi – che porterebbe con sé il rischio si perdere la propria identità – guida questa nuova consultazione, che anticipa di una settimana quella analoga che si terrà invece nel comune di Montesilvano. Ma sulla necessità di ridare facoltà di espressione ai cittadini, il sindaco Trulli è perentorio: «Non considero i referendum che si terranno a Spoltore e Montesilvano un sotterfugio per bloccare il processo di fusione e siamo pronti a prendere atto di quella che sarà la volontà popolare, se confermerà l’indicazione del 2014. Ma è doveroso, da parte nostra, organizzare questa ulteriore verifica perché, in coscienza, consideriamo la fusione un rischio per la qualità della vita dei cittadini spoltoresi. Siamo davanti a un passaggio epocale, che non può essere sottovalutato».
Oltre alla questione identitaria, secondo il sindaco di Spoltore ci sarebbero in ballo «questioni pratiche e di qualità della vita quotidiana». Per esempio il livello di tassazione o il funzionamento dei servizi, che appaiono ancora poco chiari e sembrano essere “minacciati” dalla fusione.
Vale la pena specificare che avendo carattere consultivo e non abrogativo, questo referendum non avrà potere decisionale sulla creazione del Comune di Nuova Pescara, regolata dalla Legge Regionale n. 13 del 17 marzo 2023, ma potrà solo certificare la volontà o meno dei cittadini di Spoltore – e poi di Montesilvano – di essere parte della nuova città. La decisione finale rimane infatti nelle mani del governo regionale che pare, però, deciso a portare avanti il percorso di fusione.
Il voto svolgerà nei plessi scolastici di Via Gioacchino Di Marzio a Spoltore capoluogo, Via Bari a Villa Raspa, Piazza Marino Di Resta a Santa Teresa, Via della Scuola a Caprara, e nell’ex scuola Materna in Via Torretta a Villa Santa Maria. Saranno chiamati alle urne tutti i cittadini aventi diritto e iscritti nelle liste elettorali del Comune, che dovranno presentarsi con documento di riconoscimento valido e tessera elettorale personale.