Chieti Calcio, l’azionariato popolare divide la piazza: la Curva Volpi annuncia il boicottaggio

28 Marzo 2026
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Chieti Calcio

Dopo l’apertura della società ai tifosi, il tifoso organizzato attacca: “La misura è colma. No a iniziative calate dall’alto”

CHIETI – L’avvio dell’azionariato popolare, annunciato dal Chieti F.C. 1922 e operativo dal 1° aprile, sta generando una frattura profonda all’interno dell’ambiente neroverde. Mentre la società presenta l’iniziativa come un passo necessario per garantire trasparenza, stabilità e partecipazione diretta dei tifosi, la Curva Volpi prende posizione con un comunicato durissimo, dichiarando apertamente il proprio boicottaggio.

L’azionariato, come spiegato dal club, consentirà ai sostenitori di entrare nella compagine societaria con una quota minima di 50 euro, partecipare alle assemblee in videoconferenza e contribuire alle scelte strategiche. È prevista anche una formula di sostegno senza ingresso diretto in società, mentre chi volesse diventare socio effettivo potrà farlo con un versamento da 10.000 euro, pari all’1% delle quote.

Una strada che la dirigenza considera “una delle poche percorribili” per affrontare la situazione economica e sportiva, aggravata dagli ultimi mesi difficili. Ma la tifoseria organizzata non ci sta.

Nel comunicato diffuso nelle ultime ore, la Curva Volpi parla di “misura colma”, denunciando ingressi in società non condivisi, “personaggi di dubbia moralità” e una gestione ritenuta responsabile dell’attuale crisi, con la squadra in difficoltà e la piazza delusa dopo “mesi di promesse disattese”.

Il gruppo contesta anche l’idea di chiedere ulteriori contributi economici ai tifosi, ricordando che “quasi mille abbonamenti” sono stati sottoscritti a inizio stagione. Nel mirino finiscono inoltre le indiscrezioni su possibili nuovi loghi sulle maglie, giudicati “richiami a una città per nulla amica”.

Il messaggio è netto: “A questo gioco non ci stiamo. Boicotteremo l’azionariato popolare. Chi appoggerà certi personaggi sarà contro di noi e si prenderà tutte le conseguenze del caso.”

Non manca una stoccata alla politica cittadina, accusata di essere “lontana e distante” da una situazione che, secondo i tifosi, meriterebbe una reazione collettiva.

La società, dal canto suo, rivendica la piena trasparenza dell’operazione, già ratificata in assemblea, e sottolinea che l’azionariato popolare rappresenta un’occasione per coinvolgere la base neroverde in un momento critico.

Resta però evidente che la distanza tra dirigenza e tifo organizzato non è mai stata così ampia. E mentre l’azionariato si prepara a partire, il clima attorno al Chieti si fa sempre più teso, con una piazza divisa tra chi vede nell’iniziativa un’opportunità e chi la considera l’ennesimo segnale di una gestione fallimentare.

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