Fosmit (Fondo sviluppo e coesione mitigazione rischio idrogeologico e territorio) passa da 200 a 73 milioni: il presidente di Ali Abruzzo avverte che la riduzione mette a rischio servizi e sviluppo
TOLLO – La montagna abruzzese riceve un colpo durissimo. La Ragioneria dello Stato ha certificato un taglio pesantissimo al Fosmit, il Fondo per lo sviluppo delle montagne italiane: dai 200 milioni previsti si passa a soli 73. Una riduzione di oltre la metà che mette a rischio servizi, infrastrutture e progetti di sviluppo per i comuni montani.
«La notizia è gravissima – commenta Angelo Radica, presidente di Ali Abruzzo – Le risorse sono più che dimezzate e, nonostante le rassicurazioni del governo e della Regione, non si vedono canali alternativi. La situazione diventa proibitiva, soprattutto per i 27 comuni abruzzesi esclusi dal Fosmit. – aggiunge il presidente di Ali – Recuperare fondi con questa riduzione drastica è quasi impossibile, e il loro eventuale rientro nel fondo dipende da un accordo in Conferenza unificata, valido solo sulle risorse stanziate nel 2025 e impegnate nel 2026. È l’ennesimo taglio ai comuni, e colpisce territori spesso marginali e vulnerabili».
Secondo il sindaco di Castiglione Messer Raimondo Vincenzo D’Ercole, tra i comuni penalizzati «siamo stati purtroppo facili profeti: è persino peggio di quanto temevamo – afferma – La cosiddetta riforma ha intenti puramente ragionieristici: è solo un modo per risparmiare. L’irresponsabilità sta nel farlo sulle spalle di cittadini e territori per cui queste risorse sono letteralmente vitali».
Il taglio del Fosmit rischia di bloccare progetti di sviluppo locale, la manutenzione delle infrastrutture e i servizi essenziali. Le montagne abruzzesi, già fragili, potrebbero perdere opportunità e investimenti fondamentali per restare vive.
Secondo Ali Abruzzo, senza un intervento immediato le conseguenze saranno pesanti: meno servizi per cittadini e imprese, rallentamento dello sviluppo e aumento dello spopolamento nelle aree interne.