Completata la riqualificazione dell’immobile di via Silvio Spaventa Filippi, investimento da 2,9 milioni
L’AQUILA – Un altro tassello importante nella ricostruzione del patrimonio abitativo pubblico danneggiato dal sisma del 6 aprile 2009. L’Ater della provincia dell’Aquila ha riconsegnato l’immobile di via Silvio Spaventa Filippi 8, ex sede storica dell’ente, completamente ristrutturato e trasformato in un edificio residenziale moderno, sicuro e ad alta efficienza energetica. Dodici gli appartamenti pronti per essere assegnati a canone concordato ad altrettante famiglie.
Alla consegna erano presenti il presidente dell’Ater, Quintino Antidormi, i consiglieri Luca Rocci e Angela Marcanio, e il direttore generale Giancarlo Alterio.
L’intervento, dal valore complessivo di 2.939.759 euro, è stato finanziato con fondi per la ricostruzione post‑sisma e risorse proprie dell’ente. I lavori sono stati eseguiti dall’ATI composta da Equila Costruzioni s.r.l. e A&G Costruzioni dell’Aquila, insieme a Climambiente S.r.l. di Giulianova.
«È una bella giornata per il diritto alla casa nel nostro territorio», ha dichiarato Antidormi. «Il nostro impegno è accelerare la ricostruzione e restituire ai cittadini edifici sicuri, confortevoli e riqualificati dal punto di vista energetico, con benefici concreti sui consumi. A breve completeremo altri cantieri, come quello di Paganica, e nuovi interventi partiranno grazie ai finanziamenti in arrivo dalla Struttura di Missione Sisma 2009».
Il fabbricato ospita sei appartamenti da 110 metri quadrati e sei da 50, oltre a dodici cantine, due locali commerciali e quattro magazzini. L’intero edificio è stato oggetto di una ristrutturazione strutturale profonda, con l’installazione di un impianto di riscaldamento centralizzato e di ascensori esterni.
«La domanda di abitazioni a canoni accessibili resta molto alta nel territorio aquilano», ha sottolineato il consigliere Rocci. «Il taglio differenziato degli apaprtamenti consentirà di rispondere anche alle esigenze dei nuclei monogenitoriali, sempre più diffusi».
Per la consigliera Marcanio, «restituire un pezzo di città in una veste rinnovata significa offrire un luogo accogliente e rigenerato, dove costruire il proprio futuro. È un modello che vogliamo replicare».
Responsabile del procedimento è stata l’architetta Isabella Torlone. Il gruppo di lavoro tecnico era composto dall’ingegnera Cinzia Stefanone (collaudi), dall’architetto Cesare Italo Scoccia (capogruppo progettisti), dall’architetto Francesco Cimino (direzione lavori) e dall’ingegnere Vincenzino Zaccagno (coordinamento sicurezza).