Università di Teramo sperimenta l’intelligenza artificiale sul frumento duro grazie al progetto Smabiodur

25 Febbraio 2026
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Workshop conclusivo il 26 febbraio all’Università di Teramo: droni, sensori e machine learning al servizio della filiera del frumento duro

TERAMO – L’agricoltura guarda sempre più alla tecnologia per affrontare le sfide del futuro. Droni, sensori intelligenti e intelligenza artificiale diventano strumenti concreti anche per le colture tradizionali come il frumento duro. Si tratta del progetto Smabiodur, che sarà protagonista del workshop conclusivo in programma giovedì 26 febbraio, alle ore 15.30, nella sala delle lauree del polo didattico “D’Annunzio” dell’Università di Teramo.

A coordinare il progetto è Michele Pisante, ordinario di Agronomia all’Università di Teramo, che sottolinea il valore strategico del frumento duro per il Paese: «è la coltura più estesa in Italia e rappresenta la base di una filiera fondamentale per l’industria alimentare e per l’export agroalimentare nazionale – spiega Pisante – Migliorarne l’efficienza produttiva significa proteggere un intero sistema economico».

L’obiettivo di Smabiodur è rendere possibile una diagnosi precoce dello stress delle piante, in modo rapido, preciso e sostenibile, permettendo agli agricoltori di intervenire in tempo e ridurre sprechi e costi di gestione. Tecnologie avanzate, ma pensate per essere accessibili anche alle aziende agricole più piccole.

L’incontro riunirà ricercatori, esperti e operatori del settore agricolo per presentare i risultati di anni di sperimentazione su una delle colture più strategiche per l’Italia. Il progetto, finanziato dal ministero dell’Università e della Ricerca con fondi Prin 2022 Pnrr, ha combinato l’uso dei biostimolanti con le tecnologie dell’agricoltura di precisione: monitoraggio satellitare continuo, droni, sensori termici e spettrali e sistemi di machine learning per l’analisi dei dati.

Dopo i saluti del rettore Christian Corsi, i lavori si apriranno con l’intervento introduttivo di Michele Pisante. Seguirà la relazione di Antonio Ferrante della scuola superiore Sant’Anna di Pisa. La presentazione dei risultati sarà a cura dell’Università di Teramo e dell’Università di Salerno, mentre nella seconda sessione interverranno le aziende produttrici dei biostimolanti coinvolte nelle prove sperimentali.

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