Referendum sulla giustizia, all’Aurum le ragioni del Sì: confronto pubblico con gli onorevoli Gasparri e Zanettin

21 Febbraio 2026
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Un incontro all’Aurum promosso dal Comitato cittadini per il Sì in vista del referendum sulla giustizia. Interventi di Pierantonio Zanettin e Maurizio Gasparri collegati da remoto: al centro separazione delle carriere, sorteggio al Csm e confronto nel merito della riforma

PESCARA – All’Aurum di Pescara si è svolto questa mattina un incontro promosso dal “Comitato cittadini per il Sì” e partecipato da oltre un centinaio di persone, che ha messo al centro le ragioni del Sì in vista del prossimo referendum sulla giustizia in programma il 22 marzo.

Ad aprire i lavori è stata Valeria Toppetti, avvocato e promotrice del comitato pescarese insieme ad altri 40 legali sottoscrittori e oltre 200 sostenitori. «È stato facile e allo stesso tempo entusiasmante costruire questo comitato – ha spiegato Toppetti – perché il tema è trasversale e viene compreso anche dal cittadino comune. Noi avvocati viviamo ogni giorno una situazione che non ci piace: la mancanza di totale terzietà e di equilibrio tra pubblico ministero e giudice. È una questione che riguarda tutti».

Toppetti ha inoltre sottolineato come il comitato si sia già mobilitato nei luoghi di aggregazione e per le strade, annunciando nuove iniziative nelle prossime settimane per sostenere le ragioni del Sì. All’incontro hanno partecipato in qualità di relatori gli onorevoli Pierantonio Zanettin e Maurizio Gasparri, entrambi da remoto, il Sostituto Procuratore di Pescara Gennaro Varone, l’onorevole Nazario Pagano e l’avvocato Roberto Mariani, Segretario della Camera Penale dei Deputati di Pescara. In platea, il presidente del Consiglio Regionale Lorenzo Sospiri.

L’onorevole Pierantonio Zanettin, portavoce nazionale dei comitati per il Sì, ha illustrato i punti cardine della riforma sostenuta dal fronte favorevole al quesito referendario, soffermandosi sulla separazione delle carriere tra magistrati giudicanti (giudici) e requirenti (pm) e sul sorteggio per la selezione del Consiglio superiore della magistratura.

«È un’anomalia tutta italiana – ha affermato – che non vi sia una netta separazione delle carriere come accade nei principali Paesi occidentali. Con il referendum del 22 marzo vogliamo allinearci ai modelli più avanzati e rafforzare i principi di imparzialità ed equilibrio». Sul tema del sorteggio, Zanettin ha ricordato come si tratti di uno strumento già previsto in diversi ambiti dell’ordinamento italiano e che in questo specifico caso è utile a garantire maggiore imparzialità.

«Sarebbe bello – ha osservato invece il presidente Sospiri – che il confronto avvenisse nel merito della riforma, senza spostare l’asse della discussione su una contesa politica tra favorevoli e contrari al governo. Stiamo parlando di un tassello fondamentale della riforma del nostro sistema giudiziario».

Sospiri ha indicato quelli che, a suo avviso, sono i due pilastri del referendum: «Il completamento di un processo pienamente giusto e la possibilità che un magistrato possa costruire la propria carriera sulla base del merito, senza appartenere a gruppi di potere».

Un appello, infine, a una partecipazione trasversale: «Per questa riforma può votare un uomo di destra, di sinistra, un liberale, un progressista. Non è in discussione il governo della nazione, ma il futuro della giustizia e delle nuove generazioni».

Ha invece parlato di «occasione unica e irrepetibile per liberare la giustizia da caste, politica e manovre di potere» l’onorevole Gasparri, nel suo intervento in videoconferenza. «I nostri nemici – ha aggiunto – stanno mentendo spudoratamente dicendo che la politica vuole mettere le mani sulla giustizia: noi vogliamo eliminare il condizionamento politico. Vogliamo una magistratura libera, una giustizia libera nell’interesse dei cittadini».

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