Roseto, assolto l’automobilista che investì Dario Marinozzi. La famiglia: «Siamo basiti»

20 Febbraio 2026
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I legali attendono le motivazioni e valutano i prossimi passi. Per il giudice l’accusa di omicidio colposo stradale cade per insufficienza di prove

TERAMO – Una sentenza definita «profondamente ingiusta e penalizzante. Siamo rimasti letteralmente basiti». Così i famigliari commento la sentenza che chiude con un’assoluzione il processo per la morte di Dario Marinozzi, 59 anni, deceduto il 13 agosto 2022 all’ospedale di Atri dopo mesi di ricovero seguiti all’investimento del 14 maggio sulla statale 150, in località Voltarrosto, nel territorio di Roseto degli Abruzzi. Il giudice monocratico Claudia Di Valerio ha infatti prosciolto l’automobilista, Franco Ruggieri, dall’accusa di omicidio colposo stradale per insufficienza di prove.

Immediata la reazione dei familiari, che attraverso l’avvocato di parte civile Eugenio Galassi, dicono: «Eravamo convinti che sia la richiesta di condanna formulata dal P.M., peraltro in termini oltremodo benevoli verso l’imputato, sia la perspicace e dotta ricostruzione degli eventi compiuta dal difensore di parte civile, Avv. Eugenio Galassi, nella sua rimarchevole arringa, avessero senz’altro colto nel segno».

Il prossimo passaggio sarà il deposito delle motivazioni, su cui la parte civile intende fondare le proprie valutazioni. «Leggeremo con molto scrupolo le depositande motivazioni di una pronuncia che, francamente, lascia perplessi – ha dichiarato l’avvocato Galassi –. Sin da ora auspichiamo che al certo gravame per le ragioni civili, si associ l’impugnazione da parte della Procura, che naturalmente solleciteremo nelle forme di legge, stante anche la richiesta di condanna dell’imputato da essa invocata nella requisitoria finale».

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