Controlli dei Nas negli stabilimenti di lavorazione carni in Abruzzo: tre attività sospese e 80mila euro di multe

18 Febbraio 2026
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Ispezionate 29 strutture tra macelli, salumifici e macellerie: sequestri, prodotti distrutti e 26 operatori segnalati alle autorità sanitarie

PESCARA – Durante il mese di gennaio i Nas di Pescara, con il coordinamento del Comando Carabinieri per la Tutela della Salute di Roma, hanno effettuato una vasta campagna di controlli negli stabilimenti di lavorazione e sezionamento carni presenti sul territorio regionale abruzzese. In totale sono state ispezionate 29 attività produttive, tra macellerie, laboratori di trasformazione e salumifici.


Il bilancio delle verifiche parla di 26 persone segnalate alle autorità amministrative e sanitarie, un locale sottoposto a sequestro amministrativo e tre esercizi sospesi per gravi carenze igienico-sanitarie. Complessivamente, circa 16mila chilogrammi tra sottoprodotti e alimenti di origine animale sono stati avviati alla distruzione, mentre le sanzioni amministrative contestate ammontano a circa 80mila euro.


In provincia di Pescara, i militari hanno ispezionato un laboratorio di produzione di arrosticini, disponendo il sequestro amministrativo di un locale adibito a deposito di materiali e oggetti destinati a venire a contatto con gli alimenti (Moca), risultato privo dei requisiti strutturali e utilizzato senza la necessaria notifica obbligatoria alla Asl.


In provincia di Chieti, all’interno del reparto macelleria di un punto vendita della grande distribuzione organizzata, i Nas hanno sequestrato circa 20 chilogrammi di prodotti carnei pronti per la vendita ma con data di scadenza già superata. All’esercente sono state inoltre contestate le precarie condizioni igienico-sanitarie di ambienti e attrezzature. In un salumificio del Frentano sono state individuate aree utilizzate abusivamente per la lavorazione delle carni, sottoposte a provvedimento interdittivo dall’autorità competente, e sono stati bloccati ufficialmente circa 7.725 chilogrammi di prodotti carnei lavorati in difformità rispetto al piano aziendale di autocontrollo, destinati alla distruzione.


Nel Teramano, i controlli congiunti con il Servizio veterinario della Asl hanno portato alla sospensione dell’attività di una macelleria del capoluogo, dove locali e attrezzature sono stati giudicati in pessime condizioni igienico-sanitarie. Circa 86 chilogrammi di carne, privi di adeguata tracciabilità, sono stati sottoposti a blocco ufficiale e avviati alla distruzione. In un salumificio della provincia, ulteriori carenze igienico-sanitarie hanno determinato un provvedimento immediato di sospensione dell’attività e la distruzione di circa 30 chilogrammi di sottoprodotti di origine animale conservati senza identificazione.


In provincia dell’Aquila, i Nas hanno ispezionato un centro di sezionamento nella Marsica, dove sono stati rinvenuti circa 8.200 chilogrammi tra prodotti di origine animale e farinacei sottoposti a lavorazioni non notificate all’autorità competente e non previste nel manuale di autocontrollo aziendale. Il personale del Dipartimento di Prevenzione della Asl ha disposto il blocco ufficiale dei prodotti e la loro successiva distruzione. Nel corso di un’ulteriore ispezione in un’azienda zootecnica, è stato infine imposto il divieto di movimentazione di 16 capi bovini da carne, in quanto privi di corretta identificazione.


Le violazioni contestate agli operatori riguardano, a vario titolo, carenze igieniche e strutturali, omissioni nell’aggiornamento dei piani di autocontrollo e irregolarità nelle procedure di rintracciabilità degli alimenti, ambiti sui quali l’Arma dei Carabinieri annuncia il mantenimento di un alto livello di vigilanza a tutela della salute pubblica.

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