41enne trovato morto in stazione ad Alba Adriatica: l’autopsia esclude cause violente. Disposti ulteriori esami

17 Febbraio 2026
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L’autopsia eseguita all’ospedale Mazzini dal medico legale Giuseppe Sciarra ha accertato il decesso per arresto cardiocircolatorio. Necessari ulteriori esami prima dei funerali.

ALBA ADRIATICA – Non ci sarebbero cause violente e segni di aggressione dietro la morte di Marco Torretta, il 41enne trovato senza vita sabato scorso alla stazione ferroviaria di Alba Adriatica, con il corpo riverso a terra e il naso fratturato, probabilmente causato della caduta. L’autopsia ha infatti escluso segni di aggressione: l’esame, eseguito oggi pomeriggio all’ospedale Mazzini di Teramo dall’anatomopatologo Giuseppe Sciarra, ha accertato che il decesso è avvenuto per scompenso cardiaco, evoluto in arresto cardiocircolatorio. Restano però ancora da chiarire le cause che hanno determinato il malore fatale per Torretta: se riconducibili a una morte naturale oppure all’eventuale assunzione di sostanze.

Per questo motivo, il corpo dell’uomo sarà ora sottoposto a ulteriori accertamenti istologici e tossicologici, necessari per completare il quadro medico-legale. Solo al termine di questi esami, sarà possibile restituire la salma alla famiglia e fissare la data dei funerali, che slitteranno quindi di almeno un paio di settimane.

Sabato scorso Torretta è stato trovato privo di vita nei pressi del primo binario della stazione albense da un addetto alla vigilanza, che ha immediatamente dato l’allarme. Sul posto sono intervenuti i soccorritori della Croce Verde di Villa Rosa e il personale del 118 di Giulianova, ma per l’uomo non c’era ormai più nulla da fare: i sanitari hanno potuto soltanto constatarne il decesso.

L’autopsia è stata disposta dal magistrato di turno, Stefano Giovagnoni, nell’ambito degli accertamenti avviati per chiarire le circostanze della morte. Un atto dovuto, anche alla luce delle condizioni in cui il corpo era stato rinvenuto.

Marco Torretta era originario della zona della Val Vibrata, ma risultava residente a Pavia. Da poco tempo era tornato a vivere a San Benedetto del Tronto e frequentava spesso l’area di Alba Adriatica, dove si trovava anche il giorno della tragedia.

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