Morti nel carcere di Castrogno, il Coordinamento Codice Rosso torna sul caso Venda e Di Rocco

17 Febbraio 2026
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Domani a Teramo il processo sulla morte del detenuto romano, la presidente Adele Di Rocco: «Chiesto il trasferimento in strutture sanitarie esterne mai avvenuto»

TERAMO – Due detenuti dichiarati incompatibili con il sistema carcerario, per i quali era stato chiesto il trasferimento in strutture sanitarie esterne che però non si è mai concretizzato. È quanto denuncia in una nota Adele Di Rocco, presidente del Coordinamento Codice Rosso, tornando sulle morti di Michele Venda e Domenico Di Rocco, entrambi compagni di cella nel penitenziario di Castrogno.

Michele Venda, 42 anni, romano, era arrivato a Teramo a metà 2024 dal carcere di Rebibbia per scontare una condanna a dieci anni. È morto il 28 febbraio scorso. A meno di un mese di distanza, il 22 marzo, è deceduto anche Domenico Di Rocco, 46 anni, di Mosciano Sant’Angelo, che la sera del malore di Venda aveva lanciato l’allarme chiedendo aiuto.

Per la morte di Di Rocco la Procura di Teramo aveva aperto un fascicolo per omicidio colposo, iscrivendo nel registro degli indagati il medico di guardia e due infermieri che avevano visitato il detenuto il giorno precedente al decesso, quando si era presentato in infermeria lamentando un malessere. Il procedimento è stato archiviato, ma i familiari annunciano una nuova richiesta di riapertura delle indagini.

Diversa la ricostruzione per Venda: gli esami tossicologici hanno accertato una morte per overdose da cocaina e benzodiazepine. Il suo legale aveva già presentato a novembre istanza al Tribunale di Sorveglianza dell’Aquila per il trasferimento in una struttura di cura adeguata.

La vicenda ha riacceso il dibattito sulle condizioni del carcere di Castrogno. Domani, 18 febbraio, alle ore 9, a Teramo si aprirà il processo sulla morte di Michele Venda, con la presenza dei familiari, dell’avvocato Luca Guerra e della presidente del Coordinamento Codice Rosso Adele Di Rocco.

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