Prima riunione di coalizione con l’ex vicepresidente del Csm: il sindaco uscente gli chiede formalmente la candidatura. Nessun sì definitivo, ma via all’approfondimento di programma e liste insieme a Ferrara
CHIETI – Non ha detto sì, ma si comporta come se lo avesse fatto. Giovanni Legnini non scioglie la riserva sulla candidatura a sindaco, eppure accetta di lavorare su liste e programma insieme al primo cittadino uscente Diego Ferrara. È questo l’esito del tavolo di centrosinistra di lunedì sera in municipio allargato per la prima volta anche all’ex vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura.
È stato Ferrara, che la coalizione ha voluto come garante del percorso verso le comunali di primavera, a chiedergli formalmente la candidatura. Legnini non ha dato una risposta definitiva, preferendo concentrarsi sui contenuti e sugli equilibri della coalizione. Ma l’impegno assunto – partecipare alla costruzione dell’impianto politico e programmatico e alla definizione delle liste – è di fatto quello che spetterebbe al candidato sindaco.
Dal Comune spiegano che «la richiesta nasce dalla volontà condivisa di dare seguito al percorso di risanamento finanziario e di rilancio della città avviato in questi anni, facendo leva sul profilo istituzionale e l’esperienza di Legnini per allargare e consolidare la base di consenso e il profilo programmatico del campo riformista e civico della città. La riunione si è concentrata sulle priorità strategiche per Chieti con l’impegno a costruire una proposta solida, inclusiva e radicata nei bisogni concreti della comunità teatina».
Insomma “Una poltrona per due”, almeno per ora: Legnini e Ferrara lavoreranno fianco a fianco e se Legnini dovesse alla fine rinunciare, la candidatura tornerebbe nelle mani di Ferrara, che ha già manifestato la propria disponibilità.
La decisione definitiva sarà assunta dopo il confronto con tutte le componenti della coalizione. Al tavolo si sono seduti Pd, polo civico, Chieti per Chieti, Movimento 5 stelle, La sinistra con Diego, Azione e Avs, oltre a Italia Viva e al Comitato Più Uno. Assente Liberi a sinistra.