Silvi, ragazzo disabile di 17 anni gettato in un cassonetto: ascoltato tre ore in Procura

16 Febbraio 2026
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Il minorenne ha ricostruito l’aggressione davanti a Procura e psicologi: due coetanei indagati. Il sindaco Scordella condanna l’episodio e chiama a responsabilità scuole e famiglie

SILVI – Ha parlato a lungo, senza fermarsi e con coraggio, ricostruendo ogni passaggio di quell’incubo. Tre ore davanti a inquirenti e psicologi in Procura, come riportato dal quotidiano Il Centro, come previsto nei casi che coinvolgono un minorenne, per raccontare quello che gli è stato fatto. Un flusso continuo di parole, dettagli, ricordi vecchi e nuovi messi insieme con lucidità dal ragazzo disabile di 17 anni aggredito, picchiato e gettato in un cassonetto per due volte a Silvi. «Quando è uscito mi hanno detto che è stato un fiume in piena, un ragazzo coraggioso», racconta R.L., il papà che ha denunciato l’incubo vissuto dal figlio, anche attraverso videomessaggi sui social. 

L’inchiesta della Procura, coordinata dal procuratore per i minorenni David Mancini va avanti: ci sono già due indagati e in questi giorni i carabinieri, delegati dall’autorità giudiziaria, stanno ascoltando le persone informate sui fatti. Tra gli accertamenti tecnici anche le verifiche sui sistemi di videosorveglianza della zona: le telecamere potrebbero aver ripreso i momenti dell’aggressione, avvenuta dieci giorni fa in piazza Iris, sebbene quel tratto di lungomare è attualmente sottoposto ad un intervento di riqualificazione: per motivazioni puramente tecniche, come ha riferito il sindaco Andrea Scordella«alcune telecamere potrebbero essere state temporaneamente disattivate, a causa dei lavori di manutenzione e di rifacimento dell’impianto elettrico».

A denunciare pubblicamente l’accaduto nei giorni scorsi sui social, è stato proprio il genitore. Il 17enne, che frequenta un istituto superiore, sarebbe stato bersaglio da settimane di atti di bullismo da parte di un gruppo di coetanei: insulti, spinte, provocazioni ogni volta che lo incontravano in città. Il padre aveva da poco comprato al figlio un telefono cellulare per favorirne l’autonomia e permettergli di vivere momenti di socialità. Quel giorno il ragazzo è stato avvicinato da alcuni di loro: gli hanno prima sottratto il cellulare, poi lo hanno sollevato di peso e gettato all’interno di un cassonetto dei rifiuti.

Il sindaco Scordella ha condannato fermamente il gesto, definendolo un atto di «follia giovanile». Ha inoltre richiamato all’unità di scuola, istituzioni e famiglie per guidare i giovani e prevenire comportamenti violenti, che si diffondono sempre più anche sui social. Il giovane non era in carico ai servizi sociali del Comune.

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