Liste d’attesa, Abruzzo resta indietro: Matteucci (Ugl Salute) chiede interventi immediati

15 Febbraio 2026
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Cittadini in attesa mesi per visite ed esami: Ugl Salute Abruzzo denuncia ritardi e chiede azioni concrete subito.

TERAMO –  Lunghe attese per visite ed esami e nessun miglioramento reale: a denunciarlo è la Ugl Salute Abruzzo. Il sindacato prende in esame i dati pubblicati dal Sole 24 Ore sul monitoraggio nazionale delle liste d’attesa, che «confermano la situazione critica in regione: i cittadini abruzzesi continuano a dover aspettare mesi per accedere a prestazioni sanitarie, mentre le soluzioni tardano ad arrivare», afferma il segretario regionale Stefano Matteucci in una nota.

La Ugl contesta «l’inefficacia della governance regionale dedicata al governo delle liste d’attesa» e chiede un piano straordinario con obiettivi chiari e scadenze precise. «Se esiste una governance regionale, i risultati devono vedersi – prosegue il segretario Matteucci – I numeri parlano chiaro: ritardi importanti e cittadini esasperati. Non possiamo continuare a monitorare senza vedere miglioramenti reali».

Il sindacato, fa sapere nella nota, accoglie positivamente le parole del ministro della Salute Roberto Schillaci sull’uso corretto dell’intramoenia e sulla necessità di controlli più rigorosi, ma sottolinea che sul territorio abruzzese manca un cambio di passo concreto.

«L’intramoenia e la sanità privata non possono diventare l’unica risposta – spiega Matteucci – Se le agende istituzionali restano sature, il rischio è creare un sistema sanitario a doppio binario. Questo è inaccettabile». Per Matteucci, nonostante gli  investimenti in apparecchiature e infrastrutture grazie ai fondi del pnrr, la funzione di coordinamento regionale «non ha ridotto i tempi medi né riequilibrato l’attività tra istituzionale e libera professione».

Il sindacato infine insiste suazioni immediate e verificabili, monitoraggio reale e convocazione urgente di un tavolo con tutte le organizzazioni sindacali. «Il diritto alla salute viene prima di ogni equilibrio amministrativo – conclude Matteucci -Se il modello attuale non funziona, va cambiato. Subito».

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