Silvi, 17enne disabile gettato nel cassonetto: indaga la Procura per i minorenni, il Comune potenzia la videosorveglianza

14 Febbraio 2026
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Il procuratore per i minorenni de L’Aquila David Mancini ha aperto un’inchiesta con due coetanei iscritti tra gli indagati. Il Comune rafforza sicurezza e iniziative educative nelle scuole

SILVI – L’episodio del ragazzo di 17 anni gettato in un cassonetto a Silvi è ora sotto indagine: il procuratore per i minorenni de L’Aquila David Mancini, ha aperto un’inchiesta e ha iscritto due coetanei tra gli indagati. Secondo quanto riferito dal padre del giovane in un video pubblicato sui social «Dieci giorni fa mio figlio è stato aggredito con calci e pugni, colpito con un bastone e gettato due volte all’interno di un contenitore per rifiuti». Alcune persone presenti sono intervenute in difesa del ragazzo e hanno allertato le forze dell’ordine. Il giovane è stato accompagnato al pronto soccorso, dove i medici hanno riscontrato lesioni guaribili in dieci giorni. I carabinieri di Silvi stanno ricostruendo con precisione la dinamica dei fatti, mentre il padre ha ringraziato pubblicamente chi è intervenuto per prestare aiuto.

Il Comune di Silvi ha risposto con misure concrete per rafforzare la  sicurezza e la prevenzione. L’assessora al sociale Beta Costantini ribadisce la ferma condanna dell’amministrazione: «È un gesto aberrante, imbarazzante per tutta la comunità», afferma l’amministratrice, sottolineando il rispetto per il lavoro della magistratura.

Sul fronte della sicurezza, il Comune ha potenziato le 29 telecamere di videosorveglianza che coprono gran parte del territorio comunale, sotto la gestione della polizia locale. Ma, come ricorda Costantini, la prevenzione passa anche attraverso progetti educativi: da anni il Comune collabora con associazioni come “Carrozzine Determinate”, guidata da Claudio Ferrante, per promuovere nelle scuole la cultura del rispetto e della legalità.

Tra le iniziative più recenti, l’assessora cita il centro giovanile “Destinazione”, finanziato con fondi ministeriali, dove i ragazzi possono esprimersi attraverso musica, teatro e pittura, e gli spazi di aggregazione sportiva all’aperto, come skate park e aree fitness. Sono stati inoltre organizzati corsi di autodifesa, pensati per tutti i cittadini e i giovani, come strumento di consapevolezza e tutela personale.

Costantini sottolinea anche l’importanza della responsabilità collettiva: «Ogni ragazzo deve essere considerato come un figlio di tutti», e precisa infine che «il giovane non è attualmente seguito dai servizi sociali del Comune».

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