“Chieti non frana, basta falsità”, Febbo attacca Ferrara sul dissesto idrogeologico. Il sindaco replica: “Fa campagna elettorale”

13 Febbraio 2026
2 minuti di lettura
Mauro Febbo
Per il capogruppo di Forza Italia in 19 anni i 1000 ettari sono stati condannati da vincoli ingiustificati di ristrettezza

Botta e risposta al vetriolo sulla reale gravità del dissesto idrogeologico. Per l’ex assessore regionale è stato creato “un clima di preoccupazione e allarmismo, peraltro infondato”

CHIETI – Botta e risposta al vetriolo sul dissesto idrogeologico tra l’ex assessore regionale Mauro Febbo e il sindaco Diego Ferrara. Ad aprire le danze è Febbo che accusa Ferrara di fare allarmismo: “Chieti non frana”, tuona, “basta falsità”.

“Dopo cinque anni di inerzia accompagnata da incapacità amministrativa”, attacca Febbo, “oggi Ferrara si appresta a causare ulteriori danni con le sue sconsiderate uscite sulla stampa, addirittura accostando la situazione della nostra città, in particolare del quartiere Santa Maria, con quella tragica di Niscemi”.

“Innanzitutto voglio ricordare al sindaco che la città in passato non è mai stata dimenticata”, continua l’ex assessore, “anzi negli anni 2000 è stata interessata da importanti interventi di consolidamento finanziati con 120 miliardi di vecchie lire”.

“Interventi che hanno riguardato: Fosso Di Renzo, via Nicola da Guardiagrele (parcheggio Papa Giovanni), via Quarantotti, Fosso Canino, Fosso Papa Giovanni, Fosso Filippone, Fosso Modesto della Porta, Belvedere Civitella e via Herio”.

Su Santa Maria, secondo Febbo, i problemi sono dovuti al fatto che il Comune a guida Ferrara si sarebbe mosso in ritardo e in maniera non adeguata. Ma ciò che a Febbo appare ancora più grave è il fatto che le parole del sindaco alimentino “un clima di preoccupazione e allarmismo, peraltro infondato”, causando “danni enormi a un mercato immobiliare già in difficoltà”.

La replica di Ferrara è caustica: “Prendiamo atto con rispetto e con una certa sorpresa della nuova competenza geologica dell’ex assessore Mauro Febbo, che dopo essersi distinto come fine urnanista nonché esperto di cromie urbane su Piazza San Giustino, oggi si esibisce addirittura nella lettura della stratificazione del sottosuolo della città di Chieti”.

“A questo punto, mi sento di porgere umilmente le mie scuse: alla Protezione Civile nazionale e regionale, alla comunità scientifica alla quale abbiamo chiesto sempre consulenza e supporto, agli uffici del Ministero della Protezione civile, nonché a quelli della Ricostruzione post sisma. Mi scuso con loro per le esternazioni dell’ex e per aver osato, con l’incessante e costante lavoro di questi cinque anni, mettere in dubbio anche solo indirettamente una competenza tanto vasta quanto, a quanto pare, auto-certificata”, continua sarcastico il sindaco.

“Le teorie di Febbo sono totalmente infondate e, nella migliore delle ipotesi, vanno valutate come l’urgenza di dire qualcosa in campagna elettorale”, aggiunge Ferrara, “ma la vulnerabilità di alcune aree della città non è un’invenzione mia: è una realtà oggetto di monitoraggio tecnico e di un intervento amministrativo serio, grazie sì all’Amministrazione di cui faccio parte. Ed è proprio grazie all’azione di prevenzione attiva, da noi messa in campo, che si sono evitati scenari ben peggiori”.

“Altro che allarmismo. Chi oggi dal divano parla di danni all’immagine”, conclude il sindaco, “dovrebbe spiegare a circa 200 persone che hanno perso casa da che parte sta e se preferisce il silenzio al rischio, la propaganda alla sicurezza, o la nostalgia alle responsabilità. Rievocare stagioni amministrative di vent’anni fa non cambia la realtà, anche perché in vent’anni non sono state in grado né di cambiare, né di incidere sulla situazione di rischio della città”.

Altro da

Non perdere