TORTORETO – Il Comune di Tortoreto amplia il tour virtuale della domus romana. Nuove ricostruzioni 3D mostrano terrazzo, calcatoria e atrium. Un’esperienza che unisce storia, tecnologia e valorizzazione culturale.
La domus romana “Le Muracche” di Tortoreto si apre ai visitatori con un’esperienza completamente digitale. Grazie al progetto promosso dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Domenico Piccioni e, in particolare, dall’assessore alla cultura Giorgio Ripani, è disponibile un tour virtuale, arricchito da nuove ricostruzioni in 3D, che permettono di esplorare ulteriori ambienti dell’antica villa risalente all’età romana.
Tra le novità, la ricostruzione del terrazzo affacciato sul mare antistante l’oecus moisaicato, parte della pars urbana, e due ambienti della pars rustica: i calcatoria, destinati alla vinificazione, e l’atrium con i dolia utilizzati per conservare il vino. Questi spazi si aggiungono ai precedenti render del cubiculum, del tablinum, del torcularium e dell’area esterna con vasca, creando un unico percorso immersivo e interattivo per il visitatore.
Il progetto è stato supervisionato dalla Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio L’Aquila-Teramo, con l’archeologa Gilda Assenti, che ha garantito la coerenza dei render con i resti archeologici reali. «L’attività digitale integra le progettazioni in corso per il restauro – spigano dalla Soprintendenza – e l’allestimento del sito, con nuovi sistemi di copertura e percorsi di fruizione».
Fondamentale è stato il contributo economico della Fondazione Tercas, il cui presidente Piero Di Felice ha sottolineato come «la ricostruzione virtuale rappresenti un passo importante nella valorizzazione culturale del territorio provinciale e nella possibilità di coinvolgere le nuove generazioni».
L’assessore al turismo e cultura Giorgio Ripani ha infine sottolineato come «riunire in un’unica esperienza immersiva tutti gli ambienti ricostruiti, permette ai cittadini e ai visitatori di comprendere la bellezza e l’importanza storica di questo straordinario sito archeologico», evidenziando come la tecnologia diventi uno strumento per avvicinare passato e presente.