Confronto acceso in commissione regionale di vigilanza sull’atto aziendale della Asl di Teramo. D’Angelo e D’Alberto contestano le scelte della Regione e la legge di riordino sanitario. Nel dibattito emergono criticità sugli ospedali di Teramo e Sant’Omero.
È scontro in Regione sull’atto aziendale della Asl di Teramo, approdato in commissione di vigilanza, convocata ieri dal presidente Sandro Mariani. La seduta, dai toni infuocati, ha visto un confronto diretto tra vertici istituzionali, dirigenti sanitari e amministratori locali sulla pianificazione sanitaria provinciale e sull’organizzazione del sistema sanitario teramano.
All’audizione hanno partecipato, tra gli altri, il direttore del Dipartimento sanità della Regione Camillo Odio, quello dell’Agenzia sanitaria regionale Pierluigi Cosenza, il direttore generale della Asl Maurizio Di Giosia, il presidente della Provincia Camillo D’Angelo e il sindaco di Teramo Gianguido D’Alberto.
Tra gli interventi più polemici, quello di D’Angelo, che ha criticato l’impostazione complessiva delle politiche sanitarie regionali. «Si tenta di ridurre il dibattito a una questione dirigenziale – ha affermato il presidente – ma il problema è strutturale: una legge di riordino che tratta in modo diseguale i territori, con una distribuzione sbilanciata dei posti letto rispetto alla popolazione, una mancata valutazione dei costi delle prestazioni private e una pianificazione inefficace». Per D’Angelo la sanità teramana «meriterebbe una promozione, non continue bocciature», con la richiesta di chiarimenti su quanto accadrà dopo lo stop all’atto aziendale già espresso in precedenza dall’Agenzia sanitaria.
Sotto la lente anche la politica degli investimenti: «A Teramo arrivano solo briciole – ha aggiunto il presidente – mentre Sant’Omero rappresenta un investimento strategico per ridurre la mobilità passiva».
Nel corso della commissione, è intervenuto anche il sindaco di Teramo D’Alberto, che ha ribadito la propria posizione, in netto contrasto con le politiche sanitarie regionali. «La penalizzazione della sanità teramana è frutto di una scelta politica», ha dichiarato, individuando nella legge regionale di riordino della rete ospedaliera del 2023 la causa delle attuali distorsioni territoriali. Il primo cittadino teramano ha inoltre condannato l’assenza dell’assessora regionale alla sanità Nicoletta Verì e del presidente Marco Marsilio, sottolineando come «la politica che oggi in questa sede è assente, dovrebbe invece assumersi la responsabilità di dare risposte».
Durante la seduta è stato infine richiamato l’articolo 3 della legge di riordino, che consente alle Asl di modificare l’organizzazione interna “ad invarianza di risorse”, previsione utilizzata per l’inserimento della Uoc di Malattie infettive e per il rafforzamento della Chirurgia generale dell’ospedale di Sant’Omero.