L’Aquila alla BIT, crescita record del turismo: nel 2025 presenze a +83% e città sempre più centrale nella scena culturale italiana

12 Febbraio 2026
2 minuti di lettura
L’Aquila Capitale della Cultura si racconta alla BIT: nel 2025 registrato un +83% di presenze

Alla Borsa Internazionale del Turismo presentati i dati che confermano la crescita del capoluogo, Capitale italiana della Cultura 2026. Lancia: «Un territorio che irradia energia». Vitale: «L’arte contemporanea è un volano globale». D’Amario: «Mostreremo un Abruzzo capace di coniugare sostenibilità e bellezza»

MILANO — L’Aquila arriva alla Borsa Internazionale del Turismo con numeri che certificano una trasformazione ormai irreversibile: nel 2025 il capoluogo abruzzese ha registrato un incremento del 22% negli arrivi e dell’83% nelle presenze, un balzo che lo colloca tra le destinazioni italiane più dinamiche e in crescita. È l’immagine di una città che ha saputo ridefinire la propria identità, passando dal racconto della ferita a quello della rinascita, e che ora si prepara a vivere da protagonista l’anno da Capitale italiana della Cultura 2026.

I dati sono stati illustrati alla tavola rotonda «L’Aquila 2026, anno della Cultura – Un territorio, mille capitali», ospitata nello stand della Regione Abruzzo alla BIT di Milano. Il trend conferma un percorso di crescita costante: nel trimestre estivo, le presenze sono passate dalle 41.320 del 2018 alle 132.794 del 2025, con un incremento del 221%. L’Aquila non è più meta di passaggio, ma fulcro di un’offerta territoriale ampia, integrata e attrattiva.

«Il claim “Un territorio, mille capitali” non è solo uno slogan, ma il manifesto di un’identità ritrovata» ha spiegato l’assessore al Turismo del Comune dell’Aquila, Ersilia Lancia. «L’Aquila è oggi il cuore pulsante che irradia energia a tutto l’Abruzzo. La cultura è stata il vero “cemento” della nostra ricostruzione sociale e oggi i dati sui flussi turistici ci dicono che siamo diventati una destinazione matura, capace di accogliere e trattenere i visitatori grazie a investimenti mirati in infrastrutture e ricettività. La città non è più il simbolo di un terremoto, ma un modello internazionale di rinascita attraverso la cultura. Accanto ai flussi esterni, infine, anche il turismo di prossimità assume un bel rilievo».

A sottolineare il ruolo dell’arte contemporanea è stato l’imprenditore Paride Vitale, autore del libro D’amore e D’Abruzzo: «L’arte contemporanea non è un semplice elemento decorativo, ma un potente volano capace di attrarre un turismo internazionale». Vitale ha ricordato i progetti di respiro globale che accompagneranno L’Aquila 2026, dalla grande mostra su Fabio Mauri al MAXXI, curata da Maurizio Cattelan e Marta Papini, al progetto “Oltre il visibile” di Liu Bolin, che trasformerà Collemaggio, Rocca Calascio e il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise in scenari iconici. Ha citato anche l’esperienza di Arteparco, dove installazioni site-specific dialogano con la natura e i borghi, generando ricadute economiche reali.

Per Daniele D’Amario, sottosegretario alla Presidenza della Regione Abruzzo con deleghe al Turismo, gli effetti di L’Aquila 2026 andranno ben oltre l’anno della Capitale: «Gli effetti dell’Aquila 2026 saranno capaci di consolidare la proposta mare/montagna in un’unica e coerente. Il nostro straordinario patrimonio naturale, a partire dalle foreste vetuste che faranno da palcoscenico naturale per le performance di artisti internazionali come Liu Bolin, rappresenta un asset fondamentale per intercettare un turismo consapevole».

«Questo prestigioso titolo è l’occasione per mostrare al mondo un Abruzzo che sa coniugare sostenibilità e bellezza; il nostro obiettivo finale è confermare la regione nel panorama internazionale come destinazione d’eccellenza per “lifestyle e cultura”, creando un’eredità che prosegua con forza anche ben oltre il 2026» ha concluso.

Altro da

Non perdere