I dati diffusi durante la visita del prefetto Cusumano alla Centrale NUE 112 dell’Aquila. In un anno quasi 650mila chiamate inoltrate alle forze dell’ordine e ai soccorsi. Scelli: «Non sono numeri, ma storie di fragilità»
L’AQUILA — Oltre 1,3 milioni di chiamate in meno di un anno. È la fotografia dell’attività del Numero Unico Europeo 112 in Abruzzo, diffusa ieri nella sede della Protezione civile regionale durante la visita del prefetto dell’Aquila, Vito Cusumano, in occasione della Giornata dedicata al NUE. Un dato che restituisce la centralità della Centrale unica regionale, punto nevralgico del sistema di emergenza e riferimento quotidiano per cittadini e istituzioni.
Dal 12 marzo 2025 a ieri, le chiamate ricevute sono state 1.318.641, circa duemila al giorno. Di queste, 647.300 sono state inoltrate alle centrali operative di secondo livello:
- 267.892 all’emergenza sanitaria,
- 189.359 ai Carabinieri,
- 117.285 alla Polizia di Stato,
- 72.065 ai Vigili del Fuoco,
- 318 alla Guardia Costiera.
Le chiamate senza esito sono state 671.341, mentre il tempo medio di risposta si attesta a 3,9 secondi, uno dei parametri più significativi per valutare l’efficienza del servizio.
Durante l’incontro, il prefetto Cusumano — accolto dal direttore dell’Agenzia regionale di Protezione civile Maurizio Scelli e dal dirigente del NUE Andrea Cipollone — ha sottolineato la necessità di rafforzare il coordinamento tra le componenti del sistema di emergenza: «Più si è in sintonia e più si è efficaci», ha affermato, richiamando la propria esperienza maturata in contesti di dissesto e gestione delle crisi.
Scelli ha voluto rimarcare il valore umano che si cela dietro l’attività della Centrale: «Questo dato non è soltanto un numero, ma racconta una vocazione profonda degli operatori del NUE: quella di essere al fianco delle persone nel momento del bisogno, della paura, della difficoltà. Dietro ogni chiamata c’è una richiesta di aiuto e una responsabilità enorme per chi risponde».
Il direttore ha poi evidenziato la professionalità del personale: «Abbiamo donne e uomini altamente qualificati dal punto di vista professionale, ma soprattutto dotati di grande sensibilità. Saper comprendere, anche solo da una telefonata, il livello di urgenza e di fragilità di chi chiama è ciò che rende davvero efficace il sistema di emergenza».
Cipollone ha infine ricordato l’importanza della formazione continua per i 41 operatori che garantiscono il servizio 24 ore su 24, 365 giorni l’anno, assicurando la piena operatività della Centrale.