Fondi UE 2021–2027, l’allarme della Uil Abruzzo: «Ritardi gravi su spesa e programmazione. A rischio il tessuto produttivo e sociale»

11 Febbraio 2026
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Michele Lombardo

La regione ferma all’8,7% delle risorse utilizzate, sotto la media nazionale. Gap pesante sul FSE+, lo strumento per lavoro, formazione e inclusione. Lombardo e Camplone: «Serve una svolta immediata per evitare interventi affrettati e inefficaci»

PESCARA — L’Abruzzo arranca nell’utilizzo dei fondi strutturali europei 2021–2027. A denunciarlo è la Uil Abruzzo, che richiama l’attenzione su un doppio ritardo: non solo nella spesa effettivamente certificata, ma anche nella programmazione e nell’attuazione degli interventi strategici che dovrebbero sostenere sviluppo, occupazione e coesione sociale.

Secondo i dati aggiornati a dicembre 2025, la Regione ha utilizzato 94,6 milioni di euro su oltre 1,08 miliardi disponibili, pari all’8,7% delle risorse FESR e FSE+. Una percentuale nettamente inferiore alla media nazionale dell’11,7%, che colloca l’Abruzzo tra le regioni meno performanti. In cima alla classifica figurano Friuli‑Venezia Giulia (22,4%), Liguria (21,9%) e Piemonte (20,7%), mentre Sicilia e Campania chiudono la graduatoria.

Particolarmente critico il dato relativo al Fondo Sociale Europeo Plus (FSE+), asse portante delle politiche attive del lavoro, della formazione e dell’inclusione sociale: in Abruzzo la spesa certificata si ferma all’8,4%, contro il 16% nazionale. Un ritardo che, secondo il sindacato, pesa soprattutto su giovani — in particolare i NEET — donne, lavoratori precari e categorie fragili.

«Il ritardo nell’utilizzo dei fondi strutturali non riguarda soltanto la spesa effettivamente certificata, ma anche una programmazione che fatica a tradursi in progetti concreti» dichiarano il segretario generale Michele Lombardo e il responsabile delle Attività produttive Valerio Camplone. «Crediamo sia importante porre un’attenzione particolare sull’utilizzo di queste risorse europee per non comprometterne il reale impatto sul tessuto produttivo e sociale della nostra regione».

Il sindacato sottolinea come, in un contesto segnato dall’aumento della cassa integrazione e da una crescente incertezza occupazionale, i fondi europei rappresentino uno strumento decisivo per contrastare disuguaglianze e fragilità. «A questo ritmo, rischiamo di dover impiegare gran parte dei fondi a ridosso delle prossime scadenze, con gravi ricadute sull’efficienza e sulla buona riuscita della messa a terra dei progetti» avvertono Lombardo e Camplone. «Crediamo che l’obiettivo non debba essere solo quello di spendere, ma che sia importante farlo con criterio, ottenendo risultati concreti in linea con la missione dei vari fondi e con lo sviluppo economico, sociale e occupazionale della nostra regione».

La Uil Abruzzo richiama infine la necessità di destinare le risorse non solo alle grandi opere, ma anche al riequilibrio delle aree interne, alla formazione, all’occupazione stabile e alla riduzione dei divari territoriali. Un appello che arriva mentre la regione si trova davanti a una sfida decisiva: trasformare i fondi europei in interventi reali, capaci di incidere sulla vita delle persone e sulla competitività del territorio.

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