Autovelox “speed scout” a Francavilla: tutti rinviati a giudizio

10 Febbraio 2026
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Gli avvocati Antonio Luciani, Marco De Merolis, Vincenzo Di Lorenzo all'esito dell'udienza preliminare

Sì è conclusa poco fa l’udienza preliminare al Tribunale di Chieti. L’avvocato Luciani: “Depositata perizia di parte in cui si certifica il funzionamento dello strumento. La rilevazione della velocità ha pressoché azzerato gli incidenti mortali sotto le gallerie”

CHIETI – Si è tenuta oggi presso il Tribunale di Chieti l’udienza preliminare sulla vicenda della presunta truffa sugli autovelox del Comune di Francavilla al Mare. Il giudice ha disposto il rinvio a giudizio per tutti gli imputati, tra cui il comandante della polizia locale, il vicecomandante e altri quattro agenti.

L’inchiesta, partita da un esposto di un imprenditore nel settembre 2023, riguarda un autovelox mobile “Speed Scout” usato tra il 2019 e il 2023 nei tunnel della variante SS16, che ha generato multe per oltre 1,2 milioni di euro rilevando erroneamente eccessi di velocità, specie su camion e furgoni.

Gli agenti sono accusati di falsità ideologica e materiale in atti pubblici, soppressione e occultamento di atti veri, per aver certificato falsamente verifiche ministeriali e nascosto prove di malfunzionamento. Gli imputati sono difesi dagli avvocati Antonio Luciani, Marco De Merolis, Vincenzo Di Lorenzo e Rocco Maddestra.

La Procura di Chieti aveva chiesto il processo per i sei vigili a settembre 2025, dopo che il GIP dispose di indagare anche il comandante inizialmente archiviato. L’udienza odierna ha confermato tutte le posizioni, aprendo la strada al dibattimento. La data fissata è quella del 4 maggio 2026.

“Abbiamo depositato una perizia di parte con la quale viene verificato il perfetto funzionamento dello scout speed e quindi la perfetta buona fede di tutti i vigili coinvolti in questa vicenda”, commenta l’avvocato Antonio Luciani, che difende uno dei vigili imputati. Lo stesso legale era sindaco al momento dell’avvio dell’utilizzo del sistema di rilevazione della velocità: “Sotto quelle gallerie c’erano stati ben 6 incidenti mortali prima dello Scout Speed, eventi che si sono pressoché azzerati dopo, a conferma che il dispositivo era stato utilizzato non per fare cassa ma per risolvere un problema che altri enti non avevano risolto”

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