Il capogruppo AVS denuncia: «Biondi e Daniele stanno uccidendo il commercio cittadino». L’Amministrazione respinge le accuse: «La città non è morente, servono responsabilità e non slogan»
L’AQUILA — Il futuro del commercio cittadino diventa terreno di scontro politico acceso. Da un lato l’opposizione, che parla di un centro storico «svuotato» e di attività costrette a chiudere; dall’altro la maggioranza, che respinge ogni accusa e invita a leggere il fenomeno dentro un quadro nazionale più complesso. Il dibattito esplode dopo il duro comunicato del capogruppo AVS, Lorenzo Rotellini, e la replica altrettanto netta del presidente della commissione e capogruppo Udc, Fabio Frullo.
Rotellini non usa mezzi termini: «Il commercio cittadino dell’Aquila è al collasso e le responsabilità politiche sono ormai evidenti», attacca. Nel mirino finiscono il sindaco Pierluigi Biondi e il vicesindaco Raffaele Daniele, accusati di «uccidere definitivamente il commercio di prossimità, svuotando il centro storico e spingendo la città verso un modello sbagliato e insostenibile».
Il capogruppo AVS cita numeri e chiusure: «Nelle ultime settimane quattro attività hanno programmato la chiusura lungo il corso principale, a cui si aggiungono altre due chiusure all’interno del centro storico». Un segnale che, secondo Rotellini, certifica il fallimento delle politiche comunali: «Se persino il Corso non riesce più a sostenere le attività commerciali, significa che le politiche della Giunta sono completamente fallimentari».
L’opposizione accusa la maggioranza di investire sulle periferie a scapito del cuore cittadino: «Un centro sempre più fragile, ridotto a vetrina per eventi occasionali, incapace di sostenere la vita quotidiana di chi ci lavora e ci vive».
E ancora: «Una città non può vivere solo di eventi», denuncia Rotellini, puntando il dito contro la mancanza di interventi su trasporto pubblico, parcheggi, accessibilità e soprattutto affitti commerciali: «Senza politiche di calmierazione i piccoli commercianti vengono espulsi dal centro storico».
La conclusione è un appello politico: «Serve aprire immediatamente una discussione seria in Consiglio comunale. Continuare sulla strada tracciata da Biondi significa condannare il centro dell’Aquila a diventare un luogo senz’anima».
La replica del Comune: «Narrazione allarmistica e strumentale»
La risposta dell’Amministrazione arriva con altrettanta fermezza.«L’Amministrazione comunale respinge con decisione una narrazione allarmistica, semplicistica e politicamente strumentale che non aiuta né i commercianti né la città», afferma Frullo.
Secondo la maggioranza, descrivere L’Aquila come «una città morente» è fuorviante e dannoso. Il Comune richiama un contesto nazionale segnato da trasformazioni profonde: «La situazione del commercio nei centri storici riguarda l’intero Paese. Ridurre tutto a una presunta inerzia del Comune significa ignorare la realtà». Frullo elenca gli interventi messi in campo: «sostegno alla vitalità del centro storico attraverso eventi culturali e politiche di attrattività; investimenti su accessibilità e mobilità; azioni di rigenerazione urbana e recupero degli spazi; confronto costante con associazioni di categoria e operatori economici».
Sulle accuse relative agli affitti commerciali, la maggioranza invita alla prudenza: «Molti strumenti evocati dall’opposizione non sono nella disponibilità diretta di un Comune».
E avverte: «Parlare di “svuotamento programmato” o di “città senz’anima” significa utilizzare parole pesanti che danneggiano l’immagine della città e scoraggiano investimenti e fiducia».
La chiusura è un invito al confronto istituzionale: «Il commercio si sostiene con politiche integrate. L’Amministrazione è pronta al confronto, anche in Consiglio comunale, ma su basi serie e costruttive».