L’Assessore Magnacca: “Riconosciuto il valore delle nostre imprese, ora più voce nelle politiche europee del settore”
PESCARA – L’Abruzzo entra a pieno titolo nella Rete Europea delle Regioni Chimiche (ECRN), l’organizzazione che riunisce le realtà territoriali protagoniste in Europa nei settori della chimica e della farmaceutica. L’adesione formale è stata ratificata oggi a Rotterdam, durante l’assemblea plenaria dell’ECRN, alla quale ha partecipato l’assessore regionale alle Attività Produttive Tiziana Magnacca. L’Abruzzo siede così accanto a regioni come Piemonte, Lombardia, Baviera e Valencia, già membri effettivi della rete.
“Abbiamo lavorato in questi mesi – ha spiegato Magnacca – per costruire relazioni che permettessero all’Abruzzo di essere accolto nel board come membro effettivo. Siamo stati ammessi per i numeri importanti delle nostre aziende. Ora inizia un percorso condiviso con le altre regioni europee per decidere politiche comuni: chimica e farmaceutica sono settori fondamentali per la nostra economia”.
L’ingresso nella rete, ha aggiunto l’assessore, “consentirà alla Regione di incidere sulle future normative europee in materia di produzione, commercializzazione ed export, creando migliori condizioni per le imprese abruzzesi”.
Il distretto chimico-farmaceutico, concentrato in particolare nella provincia dell’Aquila, rappresenta da anni uno dei motori più forti dell’economia regionale. Dopo la pandemia, l’export farmaceutico abruzzese è passato da 136 milioni a quasi 2 miliardi di euro, pari al 25% dell’esportato regionale, con una crescita del 60% nel terzo trimestre 2025 rispetto allo stesso periodo del 2024.
“Con l’ingresso nella rete ECRN – ha sottolineato Magnacca – l’Abruzzo prosegue il suo posizionamento in Europa, dopo aver ottenuto un ruolo di riferimento nelle politiche sull’automotive e sulla transizione green. Ora portiamo la stessa determinazione anche sui tavoli della chimica e della farmaceutica”.
L’assessore ha infine richiamato l’attenzione sui rischi legati alla competizione globale: “Il settore è esposto ai dazi americani e alla possibilità che le grandi case farmaceutiche scelgano di investire negli Stati Uniti, attratte da condizioni più favorevoli per la ricerca. Per questo – ha concluso – è necessario lavorare insieme per proteggere le nostre produzioni e difendere l’export abruzzese, sostenendo un comparto che resta strategico per lo sviluppo del territorio”.