Filt Cgil, Fit Cisl, Uil Trasporti e Faisa Cisal denunciano servizi peggiorati e lavoratori penalizzati
TERAMO – «Nonostante le rassicurazioni verbali fornite dalla Dirigenza e, in particolare, dal Presidente del Consiglio di Amministrazione di TUA, ad oggi non è giunto alcun segnale distensivo nei confronti dei lavoratori delle sedi di Teramo e Giulianova». È l’accusa contenuta nella nota congiunta diffusa dalle Organizzazioni sindacali della provincia di Teramo – Filt Cgil, Fit Cisl, Uil Trasporti e Faisa Cisal, che parlano di un peggioramento sia delle condizioni di lavoro sia della qualità del servizio.
Le sigle denunciano criticità irrisolte da mesi: dalle subconcessioni ai privati, che avrebbero inciso negativamente sul servizio, all’evasione tariffaria, definita altissima e non contrastata in modo efficace. Forte la preoccupazione anche per la chiusura dell’officina di Giulianova, con il trasferimento forzato di sette lavoratori a Teramo e ricadute dirette sulla manutenzione dei mezzi lungo la costa.
Nel mirino anche la riorganizzazione della tratta Giulianova–Pescara, dove per coprire 35 chilometri sarebbero necessari fino a tre cambi di autobus, e i ritardi nei lavori dell’autostazione di piazza San Francesco, oltre alla nuova rimodulazione dei turni di lavoro che, secondo i sindacati, penalizza economicamente i dipendenti.
«Siamo di fronte a un sistema dei trasporti che arretra e penalizza lavoratori, cittadini e territorio», concludono le sigle, confermando lo sciopero di 24 ore del 6 febbraio e il presidio davanti al Palazzo dell’Emiciclo della Regione Abruzzo, a L’Aquila.