Tra condanne bipartisan e accuse incrociate, il caso torna al centro del confronto politico
CHIETI – L’Abruzzo si stringe attorno ai due poliziotti abruzzesi feriti durante i violenti scontri avvenuti a Torino nel corso del corteo in difesa del centro sociale Askatasuna. Le immagini della guerriglia urbana, con auto incendiate e agenti colpiti da spranghe e martelli, hanno scosso l’opinione pubblica e provocato una raffica di prese di posizione da parte del mondo politico regionale, in un clima dove la condanna della violenza si accompagna a tensioni sul piano politico e ideologico.
Il presidente della Regione, Marco Marsilio, ha espresso solidarietà ai feriti — Alessandro Calista, pescarese in servizio al Reparto Mobile di Padova, e Francesco Rosella di Gioia dei Marsi — e ha condannato duramente “l’atteggiamento della sinistra che ha sostenuto la manifestazione”, accusandola di “aver legittimato ambienti che disprezzano le istituzioni democratiche”. Marsilio ha parlato di “attacco allo Stato” e di “violenza inaccettabile che va punita con severità”, sottolineando come “chi colpisce un servitore dello Stato colpisce l’intera comunità nazionale”.
Parole di solidarietà, ma con accenti diversi, sono arrivate anche dal centrosinistra. Il sindaco di Vasto, Francesco Menna, ha ribadito la “vicinanza alle forze dell’ordine e in particolare all’agente abruzzese ferito”, ricordando che “la violenza non è mai accettabile” e che “la legalità si difende con la partecipazione democratica e il confronto politico, non con l’aggressione”. Sulla stessa linea il segretario regionale del Partito Democratico, Daniele Marinelli, che ha definito “gravissimo” quanto accaduto, aggiungendo che “chi pensa di affermare le proprie ragioni ferendo o mettendo a rischio altre vite tradisce qualunque causa dica di voler difendere”.
Solidarietà e condanne anche da esponenti istituzionali e sindaci. Il presidente della Commissione di Vigilanza, Sandro Mariani, ha parlato di “aggressione ignobile da parte di delinquenti”, mentre il sindaco di Chieti, Diego Ferrara, ha richiamato “il pericolo di un crinale pericolosissimo di disconoscimento delle istituzioni”, ricordando che “le idee si difendono con la forza delle argomentazioni, non con la sopraffazione fisica”.
Dal fronte del centrodestra, Fratelli d’Italia e Lega Giovani Abruzzo hanno rilanciato il tema della tutela delle forze dell’ordine. Il capogruppo FdI in Consiglio regionale, Massimo Verrecchia, e i parlamentari abruzzesi del partito hanno annunciato l’intenzione di chiedere un riconoscimento ufficiale della Regione per i due agenti. “Difendere chi indossa una divisa – hanno sottolineato – significa difendere la libertà e lo Stato di diritto”. Duro anche il commento della Lega Giovani: “Inaccettabile che chi protesta per un centro sociale occupato illegalmente arrivi a simili atti di violenza contro chi garantisce la sicurezza pubblica”.
Le reazioni convergono su un punto: la condanna netta di ogni forma di violenza contro le forze dell’ordine. Ma lo scontro politico lascia intravedere una frattura più profonda, che rischia di spostare il dibattito oltre il piano dei fatti di Torino, toccando i nervi scoperti del rapporto tra protesta sociale, opposizione politica e rispetto delle istituzioni.