Città del Vino Abruzzo apre alla deroga: sì all’aumento della produzione di vini da tavola

31 Gennaio 2026
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Casauria DOCG riconoscimento europeo

L’associazione sostiene la reintroduzione della deroga a 400 quintali per ettaro per i vini generici per tutelare competitività e mercato regionale

CHIETI – Nel corso della seduta del Tavolo Verde allargato, il tavolo di confronto tra l’Assessorato regionale all’Agricoltura e le principali realtà del comparto, l’Associazione Città del Vino Abruzzo – rappresentata dal sindaco di Rocca San Giovanni Fabio Caravaggio e dal presidente nazionale Angelo Radica – ha espresso parere favorevole alla reintroduzione, già dalla prossima vendemmia, della possibilità di aumentare la produzione di vini da tavola fino a 400 quintali per ettaro rispetto agli attuali 300 previsti dalla normativa.

Caravaggio e Radica richiamano un principio già previsto dalla legge: “Come prevede la legge chiediamo che, come in passato, la deroga sia concessa nei territori in cui almeno il 25% dei viticoltori che hanno coltivato uva per vini generici abbia ottenuto nell’ultimo anno una resa maggiore ai 300 quintali per ettaro”.

Secondo i rappresentanti di Città del Vino, l’innalzamento del limite produttivo risponderebbe alle esigenze reali della filiera e contribuirebbe a preservare la competitività del comparto regionale: “Il provvedimento di deroga e aumento a 400 quintali per ettaro permetterà a nostro parere alla filiera vitivinicola regionale di mantenere la sua posizione di leadership a livello nazionale in questo segmento di mercato e di scongiurare l’apertura del mercato ai vini generici provenienti dall’estero”.

L’Abruzzo, ricordano, registra ogni anno una quota significativa di produzione di vini generici pienamente assorbita dal mercato: “Il mercato è del resto in crescita: i vini abruzzesi vengono tutti venduti, come confermato dai dati di giacenza del vino, con soddisfazione dell’intera filiera vitivinicola regionale”.

La deroga, precisano, non inciderebbe sulle rese previste dai disciplinari dei vini a Denominazione di Origine o a Indicazione Geografica che resterebbero invariate.

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