Automotive, Magnacca: “Ad Atessa torna il terzo turno. Cresce la produzione, finisce la cassa integrazione”

30 Gennaio 2026
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Visita di Marsilio alla Stellantis di Atessa- Oggi incontro a Roma con i vertici dell’azienda

L’assessore regionale al tavolo nazionale a Roma: “Segnali positivi per Stellantis e per la Val di Sangro, cuore produttivo dell’automotive”

ATESSA – Buone notizie per lo stabilimento Stellantis di Atessa: torna il terzo turno di lavoro e aumenterà la produzione giornaliera di circa 200 unità, con il conseguente superamento della cassa integrazione. A comunicarlo è l’assessore regionale alle Attività produttive, Tiziana Magnacca, al termine del tavolo nazionale dell’Automotive convocato oggi a Roma dal ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso.


“Lo stabilimento di Atessa – sottolinea Magnacca – si conferma il più produttivo tra tutti i plant del gruppo Stellantis. La Val di Sangro resta leader nazionale nella produzione di veicoli leggeri e sarà centrale nei futuri sviluppi industriali del gruppo. Si tratta di segnali incoraggianti che abbiamo il dovere di accogliere e accompagnare con attenzione”.
Durante il confronto, al centro del dibattito il tema della produzione di veicoli commerciali, settore in cui Atessa continua a svolgere un ruolo determinante nel panorama europeo. “Abbiamo ribadito – aggiunge l’assessore – la necessità di rivedere il quadro normativo europeo del Green Deal, introducendo concretamente il principio di neutralità tecnologica e correggendo i meccanismi relativi alle sanzioni e alle emissioni di CO₂”.


Magnacca ha accolto positivamente l’annuncio del ministro Urso sui nuovi finanziamenti per sostenere la filiera automobilistica nazionale: “Il 2026 deve essere l’anno delle riforme e della svolta – afferma –. Dobbiamo rendere più flessibili ed efficaci gli strumenti europei di finanziamento e istituire un fondo solido per le imprese, così da garantire competitività e futuro all’intero comparto”.


Secondo l’assessore, il fattore tempo sarà decisivo: “Serve intervenire subito su una normativa che, così com’è, imbriglia la manifattura europea e ne riduce la competitività. Solo con misure rapide e concrete potremo preservare l’eccellenza industriale dell’Abruzzo e dell’Italia”.

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