Il pm: “Non ha retto ai lutti familiari e alle accuse di infedeltà”. Chiesta l’archiviazione per il marito, l’impresario funebre di Ortona Andrea Cieri
ORTONA – Nessun delitto, ma un gesto estremo maturato in un momento di profonda fragilità emotiva. È questa la conclusione del sostituto procuratore della Repubblica di Chieti, Giuseppe Falasca, che ha chiesto l’archiviazione per Andrea Cieri, impresario funebre di Ortona, indagato per omicidio volontario aggravato dopo la morte della moglie Lorena Paolini, 53 anni.
Nelle 50 pagine depositate in Procura, il magistrato scrive che Lorena “si è data la morte plausibilmente minata dal carico emotivo derivante dalla perdita della madre e dell’amata suocera nell’arco di breve tempo”, e che “non ha retto alle accuse di infedeltà rivoltele dal marito e all’intimazione di lasciare la casa coniugale poco prima del suicidio”.
Secondo la ricostruzione della Procura, Cieri avrebbe poi tentato di mascherare il gesto estremo con una messa in scena, “creando l’apparenza di un delitto nel maldestro tentativo di celare il suicidio”. Una versione che, per gli inquirenti, spiegherebbe gli elementi di ambiguità inizialmente riscontrati sulla scena e alla base dell’iscrizione dell’uomo nel registro degli indagati.