Dopo il ferimento di un ristoratore in centro, la Cna lancia l’allarme sicurezza a Pescara: il direttore provinciale Luciano Di Lorito chiede una riflessione basata sui dati reali e un tavolo stabile con le attività produttive
PESCARA – L’episodio di violenza verificatosi lo scorso sabato sera nel cuore di Pescara, dove il titolare di un ristorante è stato ferito con un’arma da taglio, ha riportato con forza al centro dell’attenzione il tema della sicurezza urbana. Un tema che, secondo la Cna, deve essere affrontato con serietà e senza strumentalizzazioni. A dirlo è il direttore della Cna provinciale di Pescara, Luciano Di Lorito, che invita tutti gli attori coinvolti a una riflessione profonda e responsabile.
Per il direttore della Cna, il punto di partenza deve essere l’analisi dei dati reali. In questo senso viene citata la recente indagine del Sole 24 Ore sulla qualità della vita nelle province e nelle città italiane. «Per quel che riguarda la voce ‘Giustizia e sicurezza’, i numeri dicono che Pescara nella graduatoria nazionale occupa nel 2025 la 55esima piazza, con una perdita rispetto all’anno precedente di ben 20 posizioni», afferma.
Non solo. L’indice di criminalità vede il capoluogo adriatico scendere al 77esimo posto su 107 realtà censite, lo stesso piazzamento registrato per la voce relativa alla percezione di insicurezza. «Si tratta di numeri seri, su cui riflettere attentamente – evidenzia la Cna – e che non devono lasciare spazio a superficialità o strumentalizzazioni».
Da qui l’appello a un confronto ampio e concreto, auspicato da Cna, in cui vengano coinvolte, oltre alle istituzioni locali e alle forze dell’ordine, anche le parti sociali e il mondo produttivo. «Un confronto che superi la pura formalità – spiega Di Lorito – per entrare nel merito dei problemi. I gestori delle attività produttive possono rappresentare una sorta di sentinella delle piazze e delle vie cittadine».
Tra le proposte avanzate, la creazione di un tavolo di ascolto stabile con le attività artigiane e commerciali, finalizzato a segnalare criticità, proporre soluzioni e costruire insieme pratiche di sicurezza partecipata. Sul tavolo anche interventi concreti come il potenziamento della videosorveglianza, una migliore pubblica illuminazione e la revisione degli orari serali delle attività di ristorazione.