Nel 2024 il 10,1% degli abruzzesi usa esclusivamente o prevalentemente il dialetto in casa. Il 68% conosce almeno una lingua straniera, ma solo il 13,5% la padroneggia a livello ottimo
PESCARA – L’Abruzzo si conferma una regione in equilibrio tra tradizione linguistica e apertura verso l’esterno, ma con competenze ancora fragili nelle lingue straniere. È quanto emerge dal report Istat “L’uso della lingua italiana, dei dialetti e delle lingue straniere” relativo al 2024, che fotografa abitudini e competenze linguistiche degli italiani e delle singole regioni.
Secondo l’indagine, il 10,1% della popolazione abruzzese parla solo o prevalentemente dialetto in famiglia, una quota superiore alla media nazionale ma inferiore rispetto ai territori del Sud, dove – ad eccezione di Abruzzo e Sardegna – oltre la metà delle persone di 6 anni e più utilizza il dialetto in casa, in forma esclusiva o alternata all’italiano.
Con gli estranei, invece, prevale nettamente l’italiano: l’85% degli abruzzesi parla solo o prevalentemente italiano, mentre l’uso esclusivo o prevalente del dialetto scende al 2,5%. Le percentuali cambiano nei contesti informali: con gli amici l’italiano è usato in modo esclusivo o prevalente dal 53,1% della popolazione, mentre l’8,3% ricorre principalmente al dialetto.
Lingue straniere: diffuse, ma poco padroneggiate
Il report evidenzia che il 68% degli abruzzesi conosce almeno una lingua straniera, ma i livelli di competenza restano modesti:
– il 35,8% dichiara una conoscenza sufficiente;
– il 23,2% un livello scarso;
– solo il 13,5% raggiunge un livello ottimo.
L’inglese è la lingua più diffusa: il 55,5% della popolazione afferma di conoscerla, ma solo l’8% la padroneggia a livello avanzato. Il 37,8% la conosce in modo sufficiente.
Segue il francese, noto al 34,8% degli abruzzesi, ma quasi la metà di questi (47,5%) lo parla a un livello scarso. Lo spagnolo è conosciuto dal 13% della popolazione, il tedesco dal 4,3%.
Il quadro nazionale: dialetto in calo, lingue straniere in crescita
A livello nazionale, l’Istat rileva che in quasi quarant’anni l’uso esclusivo o prevalente del dialetto in famiglia si è ridotto di oltre due terzi, passando dal 32% del 1988 al 9,6% del 2024. Parallelamente cresce l’uso dell’italiano: nel 2024 quasi una persona su due (48,4%) lo utilizza in tutti i contesti relazionali.
Anche la conoscenza delle lingue straniere è in aumento: il 69,5% degli italiani dichiara di conoscerne almeno una, con un incremento di 9,4 punti percentuali rispetto al 2015. L’inglese resta la lingua più diffusa (58,6%), seguita da francese (33,7%) e spagnolo (16,9%). Tuttavia, i livelli di competenza rimangono bassi: oltre la metà della popolazione (56,2%) dichiara un livello al massimo sufficiente della lingua straniera che conosce meglio.