Maltrattamenti in corsia, condannato l’ex primario di Cardiochirurgia del policlinico di Chieti

23 Gennaio 2026
1 minuto di lettura

Due anni e quattro mesi per le vessazioni a colleghi: assoluzioni e prescrizioni per altri episodi, si chiude un caso durato anni

CHIETI – È stato condannato a due anni e quattro mesi di reclusione l’ex primario della Cardiochirurgia del policlinico di Chieti, Gabriele Di Giammarco, accusato di maltrattamenti nei confronti di una decina di cardiochirurghi del reparto da lui diretto. La sentenza è stata emessa oggi dal giudice monocratico del Tribunale di Chieti, Morena Susi, al termine di un processo che ha acceso i riflettori su un clima di presunte vessazioni e comportamenti prevaricatori all’interno del reparto.


Secondo la ricostruzione dell’accusa, sostenuta dal pubblico ministero Giancarlo Ciani, i maltrattamenti sarebbero avvenuti dal 2004 al 2020, trasformando l’ambiente di lavoro in un contesto definito da più testimoni “insostenibile”. Le condotte contestate avrebbero costretto otto cardiochirurghi ad abbandonare, in modo definitivo o temporaneo, la struttura universitaria teatina.


Il giudice ha invece assolto Di Giammarco “perché il fatto non costituisce reato” in relazione ai presunti maltrattamenti ai danni di tre cardiochirurghi, mentre per altri tre episodi è stato dichiarato il non doversi procedere per intervenuta prescrizione. Un medico, tra le persone offese, si era costituito parte civile: anche per la sua posizione è arrivata un’assoluzione. La Procura di Chieti aveva chiesto lo scorso 23 dicembre una condanna a tre anni e sei mesi, sostenendo la piena responsabilità dell’ex dirigente per una gestione autoritaria e umiliante del suo staff.

Altro da

Non perdere