Verini e Padovani chiedono uno stop ai materiali pirotecnici al chiuso. All’Università dell’Aquila un confronto tra dj e gestori dei locali sulle misure di sicurezza
L’AQUILA – La tragedia avvenuta a Crans-Montana in Svizzera ha acceso anche all’Aquila il dibattito sulla sicurezza nei locali pubblici. I consiglieri Verini (Azione) e Padovani (Socialisti) hanno depositato un ordine del giorno da discutere in consiglio comunale con l’obiettivo “di rafforzare la sicurezza nei locali aperti al pubblico e prevenire situazioni di grave rischio per l’incolumità delle persone”.
La richiesta è rivolta al sindaco Pierluigi Biondi affinché valuti l’adozione di un’ordinanza che vieti “su tutto il territorio comunale, l’utilizzo di materiali pirotecnici di qualsiasi tipo all’interno di discoteche, sale da ballo, pub, ristoranti, teatri e strutture similari”.
“Riteniamo che l’impiego di fiamme libere, scintille, artifici ed effetti speciali in ambienti chiusi, soprattutto in presenza di affollamento e materiali infiammabili, rappresenti un rischio inaccettabile. La prevenzione deve essere la priorità assoluta di ogni amministrazione che voglia tutelare concretamente la sicurezza dei cittadini” hanno spiegato i due consiglieri.
Nel documento si richiama inoltre il ruolo del sindaco in materia di sicurezza pubblica, proponendo non solo il divieto ma anche “l’introduzione di adeguate sanzioni amministrative e il rafforzamento delle attività di controllo da parte della Polizia Locale e degli organi competenti”. Accanto alle misure repressive viene indicata la necessità di un’azione di sensibilizzazione rivolta a gestori e cittadini. “Promuovere una misura di responsabilità e buon senso che garantisca regole chiare e uniformi per tutti gli operatori del settore e contribuisca ad evitare che tragedie simili possano ripetersi anche nel nostro territorio”.
Proprio in tema di sensibilizzazione si è svolto ieri all’Università dell’Aquila un incontro promosso da Elio Ursini, membro dell’unità di crisi dell’ateneo, che ha coinvolto dj, vocalist, esercenti e gestori di locali, insieme ad operatori della sicurezza con l’obiettivo di avviare un confronto sulla percezione del rischio e sulla gestione delle emergenze.
Tra i temi emersi, il ruolo di chi guida la serata: “Un segnale immediato, come spegnere la musica, accendere le luci e dare indicazioni chiare al microfono, può fare la differenza in caso di criticità”, ha sottolineato Ursini.
“La sicurezza è fatta di tanti fattori”, ha aggiunto, ricordando che materiali, impianti, vie di fuga e affollamento non sono dettagli da trascurare. Sul tema delle capienze, ha insistito: “Quel numero sembra quasi un optional, invece è studiato su tanti fattori” e ha ribadito ai gestori: “Meglio un tavolo di meno ma un’uscita di emergenza sempre libera e funzionale”.