L’assessora alla Salute riferisce in Commissione sullo stato finanziario delle quattro Asl e sulla programmazione 2025. La maggioranza parla di stime in miglioramento e di un riparto da 2,7 miliardi. L’opposizione attacca: «Deficit vicino ai 100 milioni, Consiglio tenuto all’oscuro del Programma operativo»
L’AQUILA – La fotografia dei conti della sanità abruzzese e la definizione della programmazione 2025 hanno animato una seduta particolarmente tesa della Commissione “Salute, Sicurezza Sociale, Cultura, Formazione e Lavoro”, convocata questa mattina dal presidente Paolo Gatti. Davanti ai commissari sono intervenuti l’assessora alla Salute, Nicoletta Verì, e il capo Dipartimento Sanità, Camillo Odio, chiamati a illustrare i dati economici e finanziari delle quattro Asl e lo stato di avanzamento degli atti programmatori.
Verì ha comunicato che, sulla base del dato tendenziale elaborato dagli uffici, «il disavanzo sulla sanità nel 2025 si attesterebbe sui 98 milioni di euro», precisando però che si tratta dello scenario più prudenziale: «Sarebbe lo scenario peggiore – ha precisato l’assessora – pensiamo sarà inferiore. La cifra certa sarà disponibile alla fine del mese di marzo».
L’assessora ha inoltre riferito che la Regione sta lavorando al riparto definitivo tra le Asl: «2 miliardi 709 milioni di euro, su un totale di 2 miliardi 803 milioni di euro, che rappresenta la quota di Fondo sanitario nazionale assegnata all’Abruzzo, mentre continua la battaglia per ottenere maggiori risorse dal Governo centrale puntando sulla disomogeneità dei nostri territori».
Nel corso del dibattito, diversi commissari hanno sollecitato un controllo più stringente sulla qualità della spesa delle Aziende sanitarie. In chiusura, il presidente Gatti ha annunciato che «il Piano operativo sarà pronto entro fine mese, mentre continua il dialogo con il Ministero della Salute e subito dopo saranno redatti i piani aziendali».
L’opposizione attacca: «Quasi 100 milioni di deficit anche nel 2025»
Durissima la reazione del gruppo regionale del Partito Democratico, che parla di quadro «gravissimo» e di numeri che confermano le criticità denunciate negli ultimi mesi.
«Dai dati illustrati oggi in Commissione Sanità dall’assessora Verì emerge un fatto gravissimo e ormai inconfutabile: anche per il 2025 la sanità abruzzese registra un disavanzo enorme, vicino ai 100 milioni di euro. Un buco enorme, che conferma punto per punto ciò che denunciamo da mesi e che purtroppo non si discosta in modo significativo dai 103 milioni di deficit del 2024», affermano il capogruppo Silvio Paolucci, insieme ad Antonio Di Marco, Antonio Blasioli, Sandro Mariani, Dino Pepe, Pierpaolo Pietrucci e al segretario regionale Daniele Marinelli.
Il PD contesta l’affidabilità delle stime fornite dalla Giunta: «Se quanto affermato dall’assessora Verì fosse vero, dovremmo crederle sulla parola. Ma l’esperienza di questi anni ci impone prudenza: troppe volte i numeri annunciati dalla Giunta sono stati clamorosamente smentiti dai fatti, come dimostra la certificazione definitiva della Corte dei Conti».
Gli esponenti dem ricordano il caso del 2024: «Si parlava di un disavanzo da circa 20 milioni e ci siamo ritrovati con oltre cinque volte tanto. È legittimo, dunque, temere che anche questa volta il quadro reale sia peggiore di quello raccontato oggi».
A preoccupare l’opposizione è anche la mancata condivisione del Programma operativo che la Regione presenterà a Roma tra dieci giorni: «Un documento che conterrà prescrizioni vincolanti e che la Regione sarà obbligata ad accettare, ma che ad oggi non è stato condiviso, discusso né illustrato a chi rappresenta democraticamente i cittadini abruzzesi».
Il giudizio politico è netto: «L’Abruzzo oggi è la Regione che paga più tasse per avere meno sanità. Meno servizi, meno personale, più liste d’attesa, più rinunce alle cure. Questo è il vero bilancio politico di questa legislatura. E il ricorso al cosiddetto “Salva Abruzzo” ne è la conferma più evidente: un’ammissione implicita di fallimento che i cittadini stanno pagando sulla propria pelle», concludono.