Pescara vieta le candeline pirotecniche nei locali: ordinanza urgente dopo il caso Crans-Montana

19 Gennaio 2026
1 minuto di lettura
Candele pirotecniche vietate nei locali di Pescara

Il sindaco Masci firma un provvedimento immediato e valido fino al 30 aprile 2026: stop a candele, fontane luminose e dispositivi pirotecnici in tutti i pubblici esercizi. «Necessario prevenire rischi per l’incolumità pubblica»

PESCARA – Una misura urgente, motivata da ragioni di sicurezza e adottata alla luce dei tragici fatti avvenuti nei giorni scorsi a Crans-Montana, in Svizzera. Il sindaco di Pescara, Carlo Masci, ha firmato oggi l’ordinanza n. 6 del 19 gennaio 2026 che vieta l’utilizzo di fiamme libere e articoli pirotecnici in tutti i pubblici esercizi e locali aperti al pubblico presenti sul territorio comunale.

Il provvedimento, emanato ai sensi dell’art. 54 del Testo unico degli enti locali, richiama la necessità di prevenire «gravi pericoli che minacciano l’incolumità pubblica» e di tutelare «l’integrità fisica della popolazione». La decisione arriva dopo l’incendio divampato in un locale della nota località turistica svizzera, episodio che ha riportato l’attenzione sui rischi legati all’uso di fiamme libere, effetti luminosi e dispositivi pirotecnici in ambienti chiusi e affollati.

Nell’ordinanza si sottolinea come tali pratiche, spesso utilizzate «a scopi decorativi o celebrativi», siano ormai diffuse e possano costituire «un serio e concreto pericolo per l’incolumità e la sicurezza degli avventori e degli operatori», con possibili conseguenze quali incendi, esplosioni o situazioni di panico.

Per questo, il sindaco ordina, con effetto immediato e fino al 30 aprile 2026, «il divieto di utilizzo di fiamme libere, di candele pirotecniche, di fontane luminose e di qualsiasi tipologia di articoli pirotecnici in tutti i pubblici esercizi e locali aperti al pubblico presenti sul territorio comunale».

L’inosservanza del divieto comporta una sanzione amministrativa prevista dall’art. 7 bis del D.Lgs. 267/2000, con pagamento in misura ridotta fissato a 250 euro se effettuato entro 60 giorni dalla contestazione. Resta ferma l’eventuale rilevanza penale per condotte che configurino reato.

Il Comune informa inoltre che contro l’ordinanza è possibile presentare ricorso al TAR entro 60 giorni o, in alternativa, ricorso straordinario al Presidente della Repubblica entro 120 giorni.

Il provvedimento è stato trasmesso al Prefetto di Pescara, alla Questura, ai Carabinieri, alla Guardia di Finanza e al Corpo di Polizia Locale, ed è pubblicato sull’Albo Pretorio online del Comune.

Altro da

Non perdere