Pescara si candida a Capitale italiana del Mare 2026. Via libera dal sindaco Masci

17 Gennaio 2026
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La giunta delibera il documento che candida Pescara. C’è da battere la concorrenza di Genova, Ancona, Messina e Gaeta. Decisione entro febbraio. La relazione: “Progetto sovracomunale. Il mare elemento identitario per la città, simbolo di sviluppo e innovazione”.

PESCARA – Il sindaco Carlo Masci candida Pescara a Capitale italiana del mare 2026. Lo fa con una delibera di giunta che arriva proprio nel giorno della sentenza del Consiglio di Stato e che richiama una dettagliata relazione in cui vengono spiegati i motivi della scelta. Del resto, il rapporto dei pescaresi con il mare è qualcosa di unico, che si traduce nel goderlo dodici mesi l’anno, anche attraverso l’utilizzo di strutture quali il porto e il Marina.

“Il Comune di Pescara, in ragione della propria collocazione geografica, della presenza del porto, del rapporto strutturale tra mare, fiume e città e del ruolo esercitato nel sistema urbano costiero adriatico, presenta caratteristiche idonee a sostenere una candidatura di rilievo nazionale”, si legge nel documento firmato dal dirigente Luca Saraceni.

“Il mare rappresenta infatti un elemento identitario, economico, ambientale e culturale centrale per la città, nonché un ambito strategico di sviluppo sostenibile e innovazione. La candidatura del Comune di Pescara è concepita non come iniziativa isolata, ma come progetto a dimensione sovracomunale, valorizzando il ruolo dell’Ente quale Comune capofila dell’Area Urbana Funzionale (AUF) e promuovendo il coinvolgimento dei Comuni e dei soggetti istituzionali, scientifici, economici e associativi che operano nel contesto territoriale di riferimento”.

E conclude: “La candidatura rappresenta inoltre un’opportunità per avviare e consolidare percorsi di collaborazione e confronto con altri enti pubblici e soggetti del territorio, orientati alla valorizzazione della cultura del mare, alla tutela ambientale, alla promozione delle economie del mare e alla costruzione di un’eredità duratura oltre l’anno di riferimento”.

Per ottenere il riconoscimento c’è da battere la concorrenza di altri importanti centri come ad esempio Genova, Ancona, Messina o Gaeta. La palla passa ora ad un’apposita commissione che, sulla base di una serie di requisiti quali coerenza, innovazione, e capacità di collaborazione istituzionale, dovrà pronunciarsi entro il mese di febbraio.

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