Lettera aperta di una giovane mamma: “Il foglio consegnato il 9 gennaio. Famiglie lasciate senza informazioni chiare”
L’AQUILA – Con una comunicazione arrivata il 9 gennaio a casa per mano dell’assistente che si occupa del figlio, una madre aquilana, genitore di un bambino con disturbo dello spettro autistico, è stata informata che a partire dal 1° gennaio 2026 alcuni servizi sociali e sociosanitari richiederanno alla famiglia una compartecipazione ai costi.
In una lettera aperta la donna riporta quanto accaduto con riferimento al regolamento adottato dal Comune dell’Aquila nel giugno 2025 in attuazione dei criteri stabiliti a livello regionale. Un provvedimento noto da mesi, sottolinea, ma comunicato alle famiglie solo a inizio 2026.
A partire dal 1° gennaio 2026 infatti i servizi Sad e Adi richiederanno alle famiglie interessate una compartecipazione ai costi per la loro erogazione fino ad un massimo del 30% ma, denuncia la madre, “non si sa da che importo si parte nè da quale percentuale“. La scadenza per presentare l’ISEE è stata fissata al 15 febbraio e non si hanno ancora dei tempi certi per la comunicazione degli importi che dovranno essere versati dalle famiglie.
Nella lettera la madre contesta soprattutto tempi e modalità della comunicazione: “Un atto dovuto – scrive – sarebbe stato informare per tempo le famiglie, fornendo indicazioni chiare e risposte precise”. “Dal giugno 2025 al 9 gennaio 2026“, osserva, “ci sarebbe stato tutto il tempo per prepararci” e, conoscendo l’Isee, “comunicarci l’ammontare della spesa”.
Nella comunicazione ricevuta si comunica anche la previsione di una sospensione del servizio in caso di mancato pagamento per oltre tre mesi.
La madre lega la questione alla quotidianità domestica e alla paura di perdere l’assistenza educativa domiciliare: “Per due ore, quel servizio ci permette di respirare”, scrive la donna e, qualora la compartecipazione risultasse troppo onerosa, li vedrebbe costretti a rinunciare al servizio, privando il figlio dell’appuntamento bisettimanale con la propria assistente sociale che è anche “la sua amica, la sua compagna di giochi”.
La lettera si chiude con un appello a non politicizzare ulteriormente la questione e a non strumentalizzare il dolore di questa famiglia dopo giorni di tensioni politiche in città.