Famiglia nel bosco, Sospiri: «La politica non ha fatto bene a quei bambini»

15 Gennaio 2026
1 minuto di lettura
Lorenzo Sospiri, presidente delConsiglio regionale d'Abruzzo

Il presidente del Consiglio regionale dell’Abruzzo interviene “a titolo personale” sul caso: «Questione complessa, serve leggere tutta la documentazione». Appello al ricongiungimento: «Un bambino ha bisogno anche di altri bambini»

L’AQUILA – Sul caso della cosiddetta famiglia nel bosco, che da settimane alimenta un acceso dibattito pubblico, Lorenzo Sospiri invita alla prudenza. Intervenendo con i giornalisti all’Aquila, a margine della conferenza stampa sul bilancio dell’attività 2025 del Consiglio regionale, il presidente dell’Assemblea abruzzese ha scelto di parlare «a titolo personale», sottolineando la necessità di evitare letture affrettate di una vicenda che definisce «complessa».

«Parlo a titolo personale, non da presidente del Consiglio regionale abruzzese: la politica non ha fatto bene a quei bambini, eviterei di assumere posizioni senza aver approfondito una questione complessa, senza aver letto tutta la documentazione», ha affermato Sospiri, richiamando alla responsabilità chi interviene nel dibattito pubblico.

Il presidente ha ricordato la delicatezza dei procedimenti di giustizia minorile: «Sulla giustizia minorile ho avuto nel corso del tempo prova di equilibrio, e se di quel provvedimento non viene letta fino all’ultima pagina, se non vengono lette tutte le relazioni prodotte, credo si stia esprimendo un giudizio di natura politica, ma che non è puntuale».

Nel suo ragionamento, Sospiri ha anche evocato l’ipotesi – astratta – di un modello educativo alternativo: «Se quelli fossero genitori che hanno semplicemente deciso di educare i loro figli all’austerità dei beni e all’infinito dell’amore, dovremmo prenderli ad esempio e mettere i loro poster nelle nostre abitazioni». Ma ha subito aggiunto un elemento che, a suo giudizio, impone cautela: «C’è un solo elemento che, però, mi porta ad essere prudente: un bambino ha anche bisogno di stare con i bambini e le bambine. Non può stare solo con due adulti, con altri bambini che però sono i fratellini e le sorelline e in un ambiente ameno».

Per Sospiri, la questione non riguarda solo l’educazione familiare, ma la dimensione sociale della crescita: «È vero che, probabilmente, non è mancata l’educazione, ma stare a scuola vuol dire stare con altri alunni dentro una classe, avere un ordine, avere un insegnante, socializzare».

Da qui l’auspicio finale: «Spero davvero, per i bambini e per i loro genitori, che ci sia il prima possibile un ricongiungimento, la cosa più importante. Non dimenticando, però, che un genitore ha soprattutto diritti, ma anche doveri, e che un bambino ha il diritto a socializzare le proprie qualità in luoghi neutri, potendo anche creare la propria coscienza critica nel giudicare un fatto, senza sempre ricercare il punto di vista del genitore».

Altro da

Non perdere