Voto da ripetere in 23 sezioni a Pescara, lo scontro politico si accende. Costantini accusa: «Elezioni annullate e irregolarità sostanziali», Masci replica: «Ci ripresentiamo agli elettori sapendo di aver fatto tanto», Marsilio sostiene il sindaco: «I cittadini hanno già giudicato e confermeranno Masci»
PESCARA – Il confronto politico a Pescara si fa sempre più acceso dopo la sentenza del Consiglio di Stato che ha disposto la ripetizione del voto in 23 sezioni. Da un lato il candidato sindaco del centrosinistra Carlo Costantini, che parla di irregolarità sostanziali e di elezioni annullate, dall’altro il sindaco uscente Carlo Masci, che rivendica la correttezza del voto e guarda con fiducia alla nuova consultazione. A sostegno dell’attuale primo cittadino è intervenuto questa mattina anche il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio.
Costantini contesta innanzitutto la questione delle nomine dei presidenti di seggio: «Masci continua a dire che i presidenti di sezione sono stati nominati dalla Corte d’Appello e invece, in moltissimi casi, come ha ricordato il Tribunale amministrativo, i presidenti di sezione sono stati nominati con decreto firmato dallo stesso Carlo Masci».
Per il candidato di centrosinistra, il punto centrale non è lo scarto di voti ma la validità del processo elettorale: «Non si può più parlare di elezioni valide perché il Tribunale amministrativo ha dichiarato invalide le elezioni, annullato quelle del sindaco e dei consiglieri comunali». E insiste: «Basta con la mistificazione della verità. Il Consiglio di Stato ha chiarito che l’annullamento del voto è stato disposto quando le irregolarità erano sostanziali, non formali». In definitiva, il centrosinistra confida nel ballottaggio, i voti da recuperare sono 472, un margine che rappresenta il 3-4% del totale.
La lettura dell’avversario Costantini è stata respinta dal sindaco Carlo Masci, che replica duramente: «Non è vero che il voto è invalido, non è vero che le irregolarità sono soltanto irregolarità formali e non è vero che il sindaco Masci ha responsabilità nella scelta dei presidenti di seggio». Masci chiarisce: «I presidenti di seggio vengono scelti per legge dal presidente della Corte d’Appello. Solo in casi eccezionali il Comune attinge a una graduatoria stabilita per legge. Il sindaco non ha nessuna possibilità di nomine autonome, questo dovrebbe essere chiaro anche a Costantini che fa l’avvocato».
Secondo Masci, la sentenza è esplicita: «C’è scritto chiaramente che non ci sono state situazioni particolari se non errori formali dei presidenti». E aggiunge: «I veri danneggiati siamo noi, perché ci ritroviamo a votare in 22 seggi effettivi nonostante avessimo vinto al primo turno e questo non è stato messo in dubbio neanche dal riconteggio». Il sindaco guarda quindi con fiducia al nuovo voto: «Ci ripresentiamo agli elettori sapendo di aver fatto tante cose. La differenza tra me e Costantini è di circa 10mila voti, ho vinto con più del 50% e questo risulta anche dalle sezioni dove non si dovrà rivotare».
A sostegno di Masci interviene anche il presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio, che richiama alcune scelte amministrative contestate in passato ma poi confermate dai fatti: «Qualcuno due anni fa fece la campagna elettorale contro Masci dicendo che non bisognava portare il filobus sulla strada parco. Abbiamo dimostrato non solo che era possibile farlo in sicurezza, ma che fosse un servizio molto importante e molto utile. Migliaia di persone lo usano, con numeri che crescono di mese in mese, tanto che si sta estendendo anche di notte».
Il governatore cita anche altri interventi urbani: «Come non ricordare le polemiche durante i lavori a Corso Umberto, Corso Vittorio e Piazza Sacro Cuore. Oggi tutti possono apprezzare una delle passeggiate più belle d’Abruzzo e d’Italia». E conclude con un messaggio politico chiaro: «Sono convinto che in queste poche settimane i cittadini delle sezioni richiamate al voto continueranno a esprimere il proprio consenso al sindaco e certe polemiche strumentali avranno finalmente termine».