L’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026: passaggio di consegne con Agrigento, al Teatro Pirandello

11 Gennaio 2026
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capitale italiana della cultura

Il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi ha partecipato alla cerimonia di chiusura di Agrigento Capitale italiana della Cultura 2025 e al passaggio di consegne con L’Aquila, designata Capitale italiana della Cultura 2026, sottolineando il valore della cultura come leva di sviluppo, il ruolo dei giovani e l’avvio ufficiale dell’anno 2026 previsto il 17 gennaio alla presenza del presidente della Repubblica e del ministro Giuli

AGRIGENTO – L’Aquila raccoglie ufficialmente il testimone di Capitale italiana della Cultura 2026. Nella serata di ieri, al Teatro Luigi Pirandello di Agrigento, il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi ha partecipato alla cerimonia ufficiale di chiusura di Agrigento Capitale italiana della Cultura 2025 e al contestuale passaggio di consegne tra le due città.

Alla cerimonia erano presenti, tra gli altri, il sindaco di Agrigento Francesco Miccichè, la presidente della Fondazione Agrigento 2025 Maria Teresa Cucinotta, rappresentanti delle istituzioni regionali e del Ministero della Cultura, insieme a esponenti del mondo culturale e artistico.

Nel suo intervento, il sindaco Biondi ha ringraziato la città di Agrigento per il percorso svolto nel corso dell’anno, definendo il passaggio di consegne un gesto simbolico tra città che condividono la stessa responsabilità, quella di trasformare la propria storia in energia per il futuro.

Il progetto Agrigento 2025, dal titolo “Il sé, l’altro e la natura. Relazioni e trasformazioni culturali”, ha messo al centro il rapporto tra individuo, comunità e ambiente, coinvolgendo l’intera provincia e l’isola di Lampedusa come spazio simbolico del Mediterraneo e del dialogo tra i popoli.

Agrigento e L’Aquila, pur nella loro diversità, sono state descritte dal sindaco come città accomunate da una cultura che nasce dai margini e sa parlare al cuore della Nazione. Agrigento ha raccontato una classicità viva e responsabile, mentre L’Aquila si prepara a raccogliere il testimone con il progetto della città multiverso, con l’obiettivo di diventare la prima vera Capitale italiana della Cultura diffusa.

Nel corso dell’intervento è stato richiamato anche il ruolo centrale delle giovani generazioni, sottolineando come la cultura rappresenti uno strumento decisivo per affermare il diritto di restare nei territori, creare opportunità e costruire comunità attrattive e inclusive. Investire nella cultura, ha evidenziato Biondi, significa generare un ecosistema capace di offrire ai giovani non solo occasioni di espressione, ma anche prospettive concrete di crescita personale e professionale nei luoghi in cui scelgono di vivere.

In questo senso, il sindaco ha citato le parole del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che nel discorso di fine anno ha invitato le nuove generazioni a non rassegnarsi e a essere esigenti e coraggiose nel costruire il proprio futuro.

La cerimonia si è conclusa con il momento simbolico del passaggio di consegne: il sindaco dell’Aquila ha posto al polso del sindaco Miccichè il braccialetto di Capitale della Cultura e ha ricevuto il testimone che accompagna ufficialmente L’Aquila verso il 2026.

Nel salutare la comunità agrigentina, Biondi ha rivolto un invito aperto alla città e ai cittadini a partecipare all’avvio dell’anno di Capitale italiana della Cultura dell’Aquila, in programma il prossimo 17 gennaio. La giornata inaugurale sarà caratterizzata da una serie di celebrazioni ufficiali alla presenza del presidente della Repubblica e del ministro della Cultura Alessandro Giuli.

Dal Mediterraneo all’Appennino, ha concluso il sindaco, corre un filo culturale che tiene insieme l’Italia. L’Aquila raccoglie questo testimone con orgoglio e senso di responsabilità, nella convinzione che la cultura rappresenti una politica pubblica fondamentale e una leva strategica per il futuro del Paese.

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