Sulmona, canile comunale mai riaperto: il M5S denuncia sprechi e rischi per il benessere animale

10 Gennaio 2026
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canile di sulmona

Il Movimento 5 Stelle denuncia la mancata riapertura del canile comunale di Sulmona, ristrutturato con 150 mila euro di fondi pubblici ma mai autorizzato. Una “scelta costosa, potenzialmente illegittima e dannosa per il benessere animale”, tuonano Alessandrini e Sola

SULMONA – Al centro delle contestazioni avanzate dal Movimento 5 Stelle, il canile comunale di Sulmona. La consigliera regionale Erika Alessandrini e il capogruppo M5S in Consiglio comunale a Pescara, Paolo Sola, parlano di una gestione “opaca e inaccettabile” del servizio da parte del Comune.

Gli esponenti pentastellati, parlano di una struttura comunale ristrutturata nei mesi scorsi con circa 150 mila euro di risorse pubbliche, ma mai riaperta e mai autorizzata all’utilizzo, tanto che il Comune continuerebbe ad affidare i cani a canili privati esterni, anche fuori regione, con costi più elevati per la collettività e minori garanzie sul controllo pubblico e sul benessere degli animali.

La vicenda è oggetto di diffide formali e denunce pubbliche presentate da diverse associazioni animaliste nazionali, tra cui LNDC Animal Protection, LAV e LIDA. Le associazioni, spiegano Alessandrini e Sola, avrebbero evidenziato criticità rilevanti, come il mancato utilizzo di una struttura comunale già pronta, il ricorso sistematico a canili privati, bandi basati esclusivamente sul massimo ribasso economico e presunte irregolarità procedurali già segnalate all’ANAC.

Un danno doppio, per il Movimento: da un lato lo spreco di risorse pubbliche e l’aumento dei costi per i cittadini, dall’altro conseguenze negative per gli animali, costretti a trasferimenti che comportano stress, minori controlli da parte dei volontari e percorsi di adozione più complessi.

Per Alessandrini e Sola, la scelta di mantenere chiuso un canile comunale ristrutturato, continuando a ricorrere a strutture private esterne, non sarebbe soltanto politicamente sbagliata ma potrebbe configurare anche profili di illegittimità. Da qui la richiesta di fare piena luce sulla gestione del servizio e sulle procedure adottate.

La consigliera regionale Alessandrini, pertanto, ha annunciato che la questione sarà portata formalmente all’attenzione della Regione Abruzzo attraverso una nuova richiesta di attivazione della Commissione di Vigilanza. Paolo Sola, invece, porterà il caso ai portavoce del Movimento 5 Stelle in Parlamento.

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