Nella notte fra sabato 3 e domenica 4 gennaio sette auto sono andate a fuoco in due diverse zone della città di Pescara che ospitano residenze popolari: via Rigopiano e via Ciafardini. Danni anche sui muri esterni delle abitazioni. Sul posto l’assessore Cremonese con il presidente Ater e i consiglieri di opposizione Pettinari e Di Pillo
PESCARA – Una notte di incendi e paura quella fra sabato 3 e domenica 4 gennaio, a Pescara, dove diversi roghi hanno distrutto almeno sette automobili in due diverse zone della città: due in via Rigopiano, all’interno dell’area delle case popolari, e cinque in via Ciafardini.
Sul posto si sono recati amministratori comunali, rappresentanti dell’Ater e esponenti politici di maggioranza e opposizione, che hanno documentato i danni, incontrato le famiglie coinvolte ed espresso solidarietà, constatando danni anche alle abitazioni.
In mattinata l’assessore comunale Alfredo Cremonese, insieme ai colleghi Zaira Zamparelli e Cristian Orta, ha effettuato un sopralluogo in via Passo della Portella, dove si è sviluppato uno dei roghi, alla presenza anche del presidente dell’Ater. «Abbiamo incontrato la proprietaria dell’appartamento che ha riportato dei danni, nella parte esterna, e le abbiamo espresso la nostra solidarietà per questo episodio che riporta, con la memoria, ad altri fatti dello stesso tipo accaduti in città, e in particolare in via Tavo, quando c’era ancora il “Ferro di cavallo” che noi abbiamo voluto far demolire, e a Fontanelle», ha dichiarato l’assessore in una nota.
Cremonese ha ribadito che saranno le forze dell’ordine a chiarire le cause dell’accaduto e ad accertare eventuali responsabilità, ricordando come, anche in precedenti episodi, le indagini abbiano portato a risultati concreti. Ha inoltre respinto le polemiche politiche, rivendicando il lavoro svolto negli ultimi anni sul fronte dei controlli negli alloggi di edilizia residenziale pubblica, che ha portato a numerosi sfratti nei confronti di occupanti senza titolo o coinvolti in attività illecite. Sul tema della casa, l’assessore ha ricordato anche la recente conclusione delle procedure del bando 2023 per l’assegnazione degli alloggi popolari, con oltre cinquanta appartamenti disponibili e una graduatoria provvisoria definita per ulteriori alloggi a canone concordato. «Polemizzare e gettare quotidianamente benzina sul fuoco serve solo ad allontanare i cittadini delle istituzioni, mentre qualcuno si impegna per farle funzionare», ha sottolineato.
Sulla vicenda sono intervenuti anche Domenico Pettinari e Massimiliano Di Pillo, presidente e consigliere comunale del movimento civico “Pettinari per l’Abruzzo”, che hanno chiesto al Comune di Pescara di attivare ogni procedura necessaria per verificare la permanenza dei requisiti negli alloggi popolari di via Rigopiano e procedere, laddove necessario, allo sfratto degli occupanti irregolari. «Chiediamo altresì al Comune di Pescara di attivare ogni procedura al fine di verificare chi non ha più i requisiti per permanere negli alloggi popolari e quindi procedere allo sfratto per ristabilire almeno negli alloggi popolari di Via Rigopiano un minimo di legalità e pace sociale atteso che c’è ancora chi spaccia droga in queste case popolari e le utilizza per attività illecite», hanno dichiarato i consiglieri civici.
Nel frattempo, dalla Questura sono arrivate rassicurazioni sull’impegno della Polizia, mentre dall’amministrazione l’invito è ad abbassare i toni delle polemiche e a consentire agli organi competenti di lavorare con il necessario riserbo.